ortaggio da radice · Amaranthacées

BarbabietolaBeta vulgaris

Dolce, colorata e facile, la barbabietola si semina da aprile a luglio e dà radici rosse, gialle o zebrate che si conservano per tutto l’inverno. Anche le sue foglie giovani si mangiano. Un ortaggio senza complicazioni che porta colore nell’orto come nel piatto.

Barbabietola (Beta vulgaris)
Photo : Frank Schulenburg, domaine public · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Facile
Mostra
Pieno sole o mezz’ombra
Irrigazione
Regolare, senza eccessi, soprattutto in estate
Terra
Soffice, fresco, ricco di humus, non acido
Spaziatura
10-15 cm sulla fila, 30 cm tra le file
Raccolta
60-90 giorni dalla semina

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Semina in piena terra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini in piena terra da fine aprile a luglio, in solchi profondi due centimetri distanziati di trenta centimetri, deponendo un glomerulo ogni cinque centimetri. Ogni glomerulo contiene più semi e dà due o tre piantine, da cui il diradamento indispensabile. Un ammollo di una notte accelera la germinazione, che richiede dieci giorni. Le semine di giugno-luglio danno le barbabietole da conservazione, le più saporite.

2Piantare

La barbabietola sopporta bene il trapianto da piantina giovane. Semini in cubetti di terriccio o in contenitori alveolati al riparo già da metà marzo, un glomerulo per alveolo, e pianti a fine aprile o inizio maggio quando le piantine hanno tre o quattro foglie. Metta a dimora i cubetti interi, eventualmente con due o tre piantine, ogni quindici centimetri: le radici si allontanano da sole ingrossando. Annaffi bene all’attecchimento.

3Curare

Diradi a dieci centimetri quando le piantine hanno quattro foglie, conservando la più vigorosa di ogni ciuffo; le piantine tolte si trapiantano altrove o si mangiano in insalata. Sarchi e pacciami per conservare la freschezza del terreno. Annaffi regolarmente con tempo asciutto: una crescita irregolare dà radici fibrose e cerchiate. Un terreno ben dotato di compost basta, senza concime aggiuntivo.

4Raccogliere

Raccolga da giugno a novembre secondo le semine. Le barbabietole estive si colgono giovani, dalla dimensione di una pallina da golf a quella di un pugno, tenere e dolci. Per la conservazione, estragga in ottobre-novembre, prima delle gelate serie, con il forcone con tempo asciutto. Torca le foglie a qualche centimetro dalla radice invece di tagliarle a raso, perché la barbabietola non perda il suo succo.

5Conservare

Le barbabietole da conservazione si stoccano per diversi mesi in cantina, in casse di sabbia leggermente umida, dopo essere state lasciate asciugare un giorno senza lavarle. In frigorifero, senza foglie, reggono tre settimane. Cotte, si conservano una settimana al fresco e si congelano bene a dadini. I sottaceti e la lattofermentazione, con un po’ di rafano, ne fanno un’ottima conserva.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

La barbabietola ama il sole ma accetta una mezz’ombra leggera, il che ne fa una buona candidata per le aiuole un po’ meno favorite dell’orto. Preferisce un terreno che mantenga la freschezza in estate senza impregnarsi d’acqua, e non gradisce le terre acide: eviti gli angoli dove si insedia il muschio. La collochi dopo una coltura concimata con letame l’anno precedente, cavolo o zucca, oppure dopo piselli raccolti in luglio. Convive bene con cipolle, lattughe e fagioli nani, ma non con spinaci né bietole, che sono della stessa famiglia e condividono i suoi parassiti.

Preparare il terreno

Decompatti l’aiuola con la forca a doppio manico su venti centimetri e incorpori due chili di compost ben maturo per metro quadrato; il letame fresco, come per tutte le radici, provoca deformazioni. In una terra acida, un apporto di cenere di legna o di calce in autunno, una manciata per metro quadrato, alza il pH che la barbabietola apprezza. Rompa finemente le zolle e rastrelli per ottenere un letto di semina regolare. Nelle terre argillose, un’aiuola leggermente rialzata e alleggerita con sabbia migliora il drenaggio e il riscaldamento, il che limita la salita a seme delle semine precoci.

Seminare al momento giusto

Attenda che il terreno raggiunga i 10 °C, cosa che da noi capita verso il 20 aprile: un freddo prolungato su piante giovani provoca la salita a seme senza radice. Per scaglionare, semini a fine aprile, a fine maggio e un’ultima volta tra il 1° e il 15 luglio; quest’ultima semina fornisce le barbabietole da conservazione, le più dolci. Tracci solchi di due centimetri distanziati di trenta e deponga un glomerulo ogni cinque centimetri, poi ricopra e compatti. Un ammollo del seme per una notte in acqua tiepida riduce la germinazione da dodici a sei giorni. Scelga una varietà resistente alla salita a seme per la semina di aprile.

Trapiantare e piantare

Contrariamente alla carota, la barbabietola si trapianta molto bene, a condizione di essere giovane. Semini al riparo già dal 15 marzo, in contenitori alveolati o in cubetti di terriccio pressato, un glomerulo per alveolo, e pianti a fine aprile quando le piantine hanno tre o quattro foglie, senza separare le due o tre piantine di uno stesso cubetto: le radici si spingono a vicenda ingrossando e danno barbabietole di taglia media, perfette. Distanzi i cubetti di quindici centimetri, annaffi abbondantemente e protegga con un telo le prime due settimane se le notti sono fredde. Questo metodo evita il diradamento e fa guadagnare tre settimane.

In vaso o in cassa

La barbabietola si coltiva volentieri in cassa su un balcone, dove le sue foglie rosse o dorate sono anche decorative. Preveda venticinque centimetri di profondità e un contenitore da trenta litri per una dozzina di radici, riempito con terriccio arricchito di un po’ di compost. Semini in aprile o maggio, un seme ogni dieci centimetri su due file, oppure pianti dei cubetti. Annaffi regolarmente: il substrato non deve seccare, altrimenti le radici diventano fibrose. Raccolga giovani, alla dimensione di una pallina da golf, per lasciare spazio alle vicine. Le foglie giovani si colgono man mano secondo il bisogno per le insalate.

Gli errori del principiante

Seminare a inizio aprile e raccogliere in giugno steli fiorali invece di radici. Dimenticare che ogni seme è un glomerulo di più semi e non diradare, il che dà ciuffi di radici minuscole. Apportare letame fresco. Lasciar seccare il terreno in luglio, poi annaffiare massicciamente: la radice si spacca o forma cerchi fibrosi. Tagliare le foglie a raso del colletto al raccolto, il che fa sanguinare la barbabietola e la svuota del suo succo in cottura. Lasciar ingrossare le barbabietole estive fino alla dimensione di un cavolo: diventano legnose. Seminare le file troppo strette, il che favorisce la cercosporiosi.

Mantenere in buono stato

Annaffiare nel modo giusto

La barbabietola sopporta un terreno moderatamente asciutto, ma la sua qualità dipende da una crescita regolare. Annaffi a pioggia ogni due giorni fino alla germinazione, poi una o due volte a settimana con tempo asciutto, circa cinque litri per metro quadrato, al piede o su tutta l’aiuola. La trappola è l’alternanza: uno stress idrico seguito da un’annaffiatura abbondante o da un temporale fa spaccare le radici e forma anelli bianchi e duri nella polpa. Una pacciamatura sottile risolve gran parte del problema. In settembre, distanzi gli apporti per le barbabietole da conservazione: meno gonfie d’acqua, si conservano meglio.

Pacciamare e nutrire

Appena le piante sono state diradate e raggiungono i dieci centimetri, pacciami con tre-cinque centimetri di erba secca di sfalcio, paglia tritata o pacciame di canapa: il terreno resta fresco, l’annaffiatura diventa occasionale e le spalle delle radici non inverdiscono. Nessun concime è necessario in un terreno dotato di compost. Se le foglie impallidiscono o la crescita si ferma in piena estate, un macerato di ortica diluito al 10 % rilancia tutto. Un leggero apporto di cenere alla sarchiatura fornisce il boro e il potassio di cui la barbabietola ha bisogno; una carenza di boro si manifesta con macchie nere suberose nel cuore della radice.

Diradare e sarchiare

Diradi appena le piantine portano quattro foglie, conservando la più vigorosa di ogni ciuffo ogni dieci centimetri per barbabietole estive, quindici per le varietà da conservazione. Le piantine tolte si trapiantano subito in fondo alla fila, il che scagliona il raccolto di due settimane, oppure si mangiano come germogli. Sarchi poi superficialmente tra le file ogni due settimane fino alla pacciamatura, senza ferire i colletti. La barbabietola non ha bisogno né di potatura né di tutore; si limiti a togliere le foglie ingiallite alla base e a riportare un po’ di terra sulle spalle che affiorano.

Prevenire malattie e parassiti

La barbabietola è piuttosto tranquilla. La minatrice scava gallerie chiare nelle foglie in maggio e giugno: tolga e bruci le foglie colpite, e stenda una rete anti-insetti se coltiva anche spinaci o bietole. La cercosporiosi, piccole macchie rotonde dal bordo rosso, compare sui fogliami fitti con tempo umido: distanzi, annaffi al suolo, tolga le foglie colpite. Le altiche crivellano talvolta le giovani piantine con tempo asciutto: un’annaffiatura a pioggia le scoraggia. Le lumache rosicchiano le radici che affiorano nelle pacciamature molto umide: liberi un po’ i colletti in un autunno piovoso.

Nel corso della stagione

Metà marzo: semina in cubetti al riparo. Fine aprile: messa a dimora dei cubetti sotto telo, prima semina a dimora con una varietà resistente alla salita a seme. Maggio: diradamento, sarchiature, seconda semina a fine mese, rimozione delle foglie minate. Giugno: pacciamatura, prime barbabietole estive alla dimensione di una pallina da golf. Inizio luglio: semina da conservazione, annaffiature regolari con tempo asciutto. Agosto: raccolta delle barbabietole estive, diradamento della semina di luglio, sorveglianza della cercosporiosi. Settembre: crescita delle barbabietole da conservazione, annaffiature distanziate. Ottobre e novembre: estrazione con tempo asciutto prima delle gelate serie, stoccaggio nella sabbia.

Raccogliere e prolungare

Raccolga le barbabietole estive giovani, tra la pallina da golf e il pugno, tirando il colletto o con il forcone in una terra pesante; prima una su due, per lasciare ingrossare le altre. Torca le foglie a tre centimetri dal colletto invece di tagliarle: la radice non sanguina. Le barbabietole da conservazione si estraggono a fine ottobre o in novembre, prima di un gelo serio, che sopportano meno bene delle carote. Per mangiare fresco il più a lungo possibile, conti sulle tre semine scaglionate e su un telo steso a fine ottobre sull’ultima fila, che fa guadagnare tre settimane di raccolto in piena terra.

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Dall’orto al piatto

E poi lo si assapora

Cosa offre

La barbabietola apporta fibre, potassio, vitamina B9 e pigmenti antiossidanti, le betalaine. Le sue foglie, ricche di minerali, si cucinano come gli spinaci.

In cucina, in tutta semplicità

Grattugiata cruda con una mela, limone e qualche noce, la barbabietola fa un’insalata croccante d’autunno; arrostita a spicchi al forno, diventa fondente e dolce.

Vivere bene

Tagliare una barbabietola zebrata Chioggia e scoprire i suoi cerchi rosa è una piccola sorpresa che non ci si stanca mai di condividere.