ortaggio da frutto · Solanacées

MelanzanaSolanum melongena

Bella pianta dal fogliame vellutato e dai fiori malva, la melanzana è la più freddolosa delle solanacee. Merita un posto d’onore in serra o in vaso al sole, dove produce frutti lucidi e carnosi che fanno meraviglie nella cucina mediterranea da fine estate.

Melanzana (Solanum melongena)
Photo : Essodong · CC BY-SA 4.0 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Esigente
Mostra
Pieno sole, molto caldo e riparato
Irrigazione
Regolare, al piede, senza eccessi né siccità
Terra
Ricco, leggero, ben drenato e riscaldato
Spaziatura
50 cm sulla fila, 70 cm tra le file
Raccolta
Da 100 a 130 giorni dopo il trapianto

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini da metà febbraio a metà marzo, al caldo, tra 25 e 28 °C: il calore del terreno è determinante per la germinazione, che richiede da dieci a venti giorni. Semini in terrina a cinque millimetri di profondità in un terriccio fine mantenuto umido. Trapianti in vasetti singoli non appena si mostrano due foglie vere e sistemi le piantine nel punto più luminoso e più caldo della casa. Un’illuminazione supplementare evita che filino.

2Piantare

Pianti in serra da fine maggio, o all’aperto a inizio giugno, quando il terreno è ben riscaldato e le notti restano miti. Indurisca le piantine una settimana prima. Arricchisca la buca con compost maturo e sistemi un tutore fin dal trapianto: la pianta diventa pesante di frutti. In vaso, preveda almeno quindici litri. Una pacciamatura scura o un telo nero aiutano a trattenere il calore nel terreno.

3Curare

Innaffi con regolarità al piede, senza lasciare asciugare il pane di terra ma senza inzupparlo: la melanzana teme tanto la sete quanto l’eccesso. Quando la pianta raggiunge i trenta centimetri, cimi la punta per favorire tre o quattro rami. Limiti la produzione a sei-otto frutti per pianta eliminando i fiori in soprannumero. Apporti un macerato di consolida diluito ogni quindici giorni dalla fioritura. Arieggi la serra nei giorni di gran caldo.

4Raccogliere

Raccolga da agosto a ottobre, quando il frutto è ben colorato, sodo e lucido, prima che la buccia diventi opaca e i semi si induriscano. Tagli il peduncolo con la cesoia facendo attenzione alle piccole spine del calice. Raccolga con regolarità per rilanciare la fioritura. Prima delle prime gelate, raccolga tutti i frutti formati, anche piccoli: sono deliziosi grigliati interi.

5Conservare

La melanzana fresca si conserva quattro o cinque giorni in un luogo fresco, ma non troppo freddo, perché il frigorifero ne rovina la polpa. Per conservarla a lungo, la grigli a fette e poi la congeli, oppure prepari una crema di melanzane da congelare in porzioni. Le fette grigliate si conservano anche due settimane sott’olio d’oliva al fresco, con aglio e timo.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

La melanzana è la più freddolosa delle solanacee: cresce davvero solo sopra i 18 °C e i suoi fiori cadono sotto i 15 °C notturni. In Belgio, la serra o il tunnel sono quasi indispensabili per un raccolto degno di questo nome; l’alternativa credibile è un grande vaso nero contro un muro esposto a pieno sud, in un angolo chiuso al vento. La collochi nel punto più caldo di cui dispone, anche a costo di sacrificarvi un pomodoro. Eviti la vicinanza delle patate, le cui dorifore vanno pazze per il suo fogliame, e il posto delle solanacee dell’anno scorso.

Preparare il terreno

La melanzana esige un terreno ricco, leggero e soprattutto caldo. Smuova in profondità, incorpori tre-quattro chili di compost maturo per metro quadrato e una manciata di cenere, poi formi una collinetta di venti centimetri alleggerita con sabbia nei terreni argillosi. Copra l’aiuola con un telo nero o una pacciamatura scura tre settimane prima del trapianto per immagazzinare calore; in serra, questa sola precauzione fa guadagnare dieci giorni. Eviti letame fresco e concime azotato, che danno una pianta magnifica senza frutti. Un terreno che resta fradicio è da escludere: le radici marciscono e la pianta avvizzisce senza rimedio.

Seminare al momento giusto

Semini da metà febbraio a inizio marzo: più tardi, la stagione non basta. La germinazione richiede 25-28 °C, su un termosifone, un tappetino riscaldante o sopra un frigorifero, e impiega due o tre settimane. Appena spuntano, offra il massimo della luce, idealmente sotto una lampada da coltivazione, altrimenti le piantine filano. Scelga varietà precoci a frutti allungati o di piccolo calibro, più produttive con il nostro clima delle grosse viola classiche. Senza calore né luce a febbraio, acquisti a maggio due o tre piantine innestate in vivaio: costano di più ma sono nettamente più vigorose.

Trapiantare e mettere a dimora

Metta a dimora una piantina di venti centimetri dal fusto solido, indurita per una buona settimana, in serra dal 20 maggio e all’aperto solo a inizio giugno, quando le notti non scendono più sotto i 12 °C. Distanzi di cinquanta centimetri, pianti a livello del colletto senza interrare il fusto, e innaffi con acqua tiepida. Conficchi il tutore prima di sistemare la piantina: la pianta diventa pesante e fragile. Una campana, un telo o una bottiglia tagliata per le prime dieci notti evitano l’arresto di crescita. Protegga dal vento: una sola raffica lacera le larghe foglie e costa settimane di crescita.

In vaso o in cassone

Su una terrazza calda, la melanzana in vaso riesce spesso meglio che in piena terra, perché il substrato vi si riscalda in fretta. Preveda da quindici a venti litri per pianta, un vaso scuro, un terriccio ricco addizionato con un quarto di compost e uno strato drenante. Lo collochi a sud contro un muro, lo metta al riparo o lo copra durante i colpi di freddo di giugno. Innaffi con regolarità senza lasciare acqua nel sottovaso, e nutra con un concime liquido per pomodori ogni dieci giorni dalla fioritura. Le varietà nane o a mini-frutti danno in vaso una decina di frutti, il che è molto onorevole.

Gli errori del principiante

Piantare in piena terra a metà maggio, come i pomodori, e guardare la pianta restare immobile fino a luglio. Seminare ad aprile, troppo tardi per raccogliere prima delle gelate. Innaffiare con acqua fredda, che raffredda il pane di terra e fa cadere i fiori. Lasciar formare dieci frutti su una pianta all’aperto: nessuno finisce di ingrossare. Dimenticare di controllare le dorifore, che rasano una pianta in tre giorni. Raccogliere troppo tardi, quando il frutto è opaco, gonfio di semi e amaro. Preoccuparsi delle piccole spine sul calice: sono normali, tenga soltanto dei guanti per la raccolta.

Mantenere in buono stato

Innaffiare nel modo giusto

La melanzana teme tanto la sete quanto l’eccesso. Innaffi al piede con acqua tiepida, due-tre litri per pianta, due volte a settimana in piena terra, più spesso in vaso e nel pieno del caldo, lasciando asciugare leggermente la superficie tra un apporto e l’altro. Un terreno costantemente fradicio provoca avvizzimento e ingiallimento; uno stress idrico fa cadere i fiori e indurisce la polpa dei frutti. Innaffi al mattino, mai sul fogliame. In serra, nebulizzi il terreno e i passaggi nei giorni di gran caldo per mantenere l’umidità dell’aria, il che limita il ragnetto rosso e aiuta la fecondazione dei fiori.

Pacciamare e nutrire

Aspetti che il terreno sia decisamente caldo, metà giugno, per stendere una pacciamatura, preferibilmente scura: compost di foglie, pacciamatura di miscanthus o sfalci d’erba secchi, per cinque centimetri. Un telo nero lasciato al suo posto sotto le piante fa da pacciamatura in serra. La melanzana è esigente sul lungo periodo: macerato di consolida diluito al 10 % ogni quindici giorni dalla fioritura, oppure concime organico per pomodori. Aggiunga una corona di compost a luglio. Una pianta le cui foglie impallidiscono in piena estate manca spesso di nutrimento più che d’acqua. Foglie violacee segnalano un terreno troppo freddo, non una carenza.

Potare, sostenere, cimare

Cimi la punta della pianta quando raggiunge i trenta centimetri: si ramifica allora in tre o quattro rami portanti che leghi al tutore con legacci morbidi. Tolga i getti e le foglie che nascono sotto la prima biforcazione. In serra, conservi due o tre fusti ed elimini i rami secondari sopra la seconda foglia dopo un fiore. Limiti il carico: cinque o sei frutti per pianta all’aperto, otto-dieci in serra, togliendo i fiori in eccesso da metà agosto. Elimini regolarmente le foglie basse ingiallite e i fiori appassiti, che attirano la muffa grigia.

Prevenire malattie e parassiti

La dorifora preferisce la melanzana alla patata: ispezioni il rovescio delle foglie due volte a settimana da giugno, schiacci gli ammassi di uova arancioni e raccolga larve e adulti in un secchio di acqua saponata. Allontani la coltura da qualsiasi fila di patate. In serra, il ragnetto rosso fa ingrigire e poi seccare le foglie con tempo caldo e secco: nebulizzi ogni mattina, arieggi e faccia una doccia al rovescio delle foglie con sapone molle. Gli afidi si trattano allo stesso modo. Una pianta che avvizzisce di colpo in piena estate soffre di un eccesso d’acqua o di una verticilliosi del terreno, da cui la rotazione rigorosa di quattro anni.

Nel corso della stagione

Metà febbraio: semina su calore di fondo. Marzo: trapianto in vasetti sotto lampada o finestra esposta a pieno sud. Aprile: piantine in piena crescita, massima luce, primo concime diluito. Metà maggio: indurimento e trapianto in serra con tutore. Inizio giugno: trapianto all’aperto, campana nelle notti fresche, cimatura a trenta centimetri. Fine giugno: pacciamatura, prima consolida, controllo settimanale delle dorifore. Luglio: fioritura, innaffiature regolari con acqua tiepida, nebulizzazione, legature sui rami. Agosto: primi frutti, limitazione del carico, eliminazione dei fiori tardivi. Settembre: raccolta principale. Ottobre: ultima raccolta, estirpazione e rotazione annotata sul piano dell’orto.

Raccogliere e prolungare

Raccolga con la cesoia, guanti alle mani, quando il frutto è ben colorato, lucido e sodo, con una leggera elasticità sotto il dito. La buccia che diventa opaca e i semi che imbruniscono segnalano un frutto troppo maturo e amaro. Raccogliere giovane, a metà dimensione, rilancia la fioritura e aumenta il raccolto totale. A settembre, chiuda la serra la sera e stenda un telo sulle piante all’aperto per guadagnare due o tre settimane. Prima della prima gelata, raccolga tutto ciò che resta, anche piccolo: le mini-melanzane grigliate intere sono una delizia, mentre un frutto gelato diventa immangiabile in una notte.

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Dall’orto al piatto

E poi lo si assapora

Cosa offre

Poco calorica, la melanzana apporta fibre, potassio e antiossidanti concentrati nella sua buccia viola. La sua polpa assorbe l’olio: lo dosi con misura in cottura.

In cucina, in tutta semplicità

Tagliata a metà, incisa, irrorata d’olio d’oliva e arrostita al forno per quaranta minuti, si mangia al cucchiaio con aglio, limone e prezzemolo.

Vivere bene

La prima melanzana matura, raccolta in serra a settembre, si festeggia con una cena d’estate prolungata, la sera, sulla terrazza.