ortaggio da frutto · Solanacées

PeperoneCapsicum annuum

Il peperone ama il caldo e i tempi lunghi: seminato molto presto, consegna i suoi frutti carnosi e dolci a fine estate. In Belgio, la serra o un vaso contro un muro caldo gli riescono molto meglio della piena terra. Una coltura esigente, ma che soddisfazione al primo frutto rosso.

Peperone (Capsicum annuum)
Photo : Nikodem Nijaki · CC BY-SA 3.0 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Esigente
Mostra
Pieno sole, caldo e riparato dal vento
Irrigazione
Regolare, moderato, al piede, senza eccessi
Terra
Ricco, leggero, ben drenato, riscaldato
Spaziatura
Da 40 a 50 cm sulla fila, 60 cm tra le file
Raccolta
Da 90 a 120 giorni dopo il trapianto

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini presto, da metà febbraio fino a metà marzo, perché il peperone è lento. Per germinare ha bisogno di un calore costante di 25-28 °C: un tappetino riscaldante o la parte superiore di un termosifone fanno al caso. Semini in terrina a cinque millimetri di profondità, in un terriccio fine mantenuto umido. La germinazione richiede da dieci a venti giorni. Trapianti in vasetti alle prime due foglie vere e tenga le piantine ben al caldo e in piena luce.

2Piantare

Aspetti fine maggio in serra, inizio giugno all’aperto, quando le notti superano i 12 °C. Indurisca le piantine gradualmente per una buona settimana. Pianti a livello del colletto, senza interrare il fusto, in un terreno arricchito con compost maturo. Un tutore discreto evita che la pianta si spezzi sotto il peso dei frutti. In vaso, scelga un contenitore di almeno dieci litri e un terriccio ricco. Pacciami per trattenere il calore.

3Curare

Innaffi con regolarità ma senza eccessi, lasciando asciugare leggermente la superficie tra un apporto e l’altro. Un eccesso d’acqua fa cadere i fiori. Elimini il primo fiore, quello che compare alla biforcazione principale, per favorire la ramificazione. Apporti un concime ricco di potassio, come un macerato di consolida diluito, ogni quindici giorni dalla fioritura. Arieggi la serra nei giorni di gran caldo: i fiori abortiscono sopra i 32 °C.

4Raccogliere

I frutti raggiungono la loro dimensione già in agosto, ma restano verdi. Può raccoglierli così, oppure pazientare tre settimane in più perché virino al rosso, al giallo o all’arancione, più dolci e più ricchi. Tagli con una cesoia conservando un pezzo di peduncolo. Raccogliere con regolarità stimola la formazione di nuovi frutti. Prima delle prime gelate, raccolga tutto e lasci maturare in casa.

5Conservare

Un peperone intero si conserva una o due settimane nel cassetto delle verdure del frigorifero. Per l’inverno, lo congeli crudo, tagliato a listarelle, senza sbollentarlo: è perfetto per i piatti in umido. Grigliato al forno e poi pelato, si conserva due settimane sott’olio d’oliva al fresco, oppure diversi mesi in vasi sterilizzati. Anche i peperoni piccoli si lattofermentano molto bene.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

Il peperone ha bisogno di calore dalla mattina alla sera e di una stagione lunga: con il nostro clima, la serra o il tunnel gli offrono entrambi. In mancanza, il piede di un muro di mattoni esposto a pieno sud, che irradia calore la sera, è il punto più caldo del giardino, a patto che sia chiuso al vento. Il peperone è più compatto del pomodoro e sta bene sul bordo della serra, davanti ai pomodori, senza disturbarli. Eviti il posto dei pomodori, delle melanzane o delle patate dell’anno scorso, che appartengono alla stessa famiglia e condividono le loro malattie.

Preparare il terreno

Il peperone ama un terreno ricco ma soprattutto leggero e caldo. In aprile, smuova l’aiuola con la forca a doppio manico e incorpori tre chili di compost maturo per metro quadrato, con una manciata di cenere di legna per il potassio. In un terreno argilloso, alzi una collinetta di venti centimetri alleggerita con sabbia e compost: drena e si riscalda più in fretta. Copra l’aiuola con un telo nero o una pacciamatura scura due settimane prima del trapianto per immagazzinare calore. Non apporti letame fresco né concime azotato: otterrebbe un fogliame abbondante e pochi frutti.

Seminare al momento giusto

La semina si fa presto, da metà febbraio a metà marzo, ma all’inizio esige più calore che luce: una germinazione a 25 °C su un termosifone o un tappetino riscaldante, poi un davanzale esposto a pieno sud o una lampada da coltivazione appena spuntano. Calcoli tre settimane per vedere uscire le piantine, pazienza. Privilegi le varietà precoci o a piccoli frutti allungati, che arrossano in agosto; i grossi peperoni quadrati maturano spesso troppo tardi in Belgio. Se non ha né calore né luce a febbraio, acquisti le piantine a maggio: una decisione saggia, non una sconfitta.

Trapiantare e mettere a dimora

Una buona piantina misura da quindici a venti centimetri, con un fusto spesso e un fogliame verde scuro, talvolta un bocciolo. La indurisca per una buona settimana prima della messa a dimora. Pianti in serra dal 20 maggio, all’aperto non prima del 5 giugno, quando le notti restano sopra i 12 °C. Al contrario del pomodoro, non la interri più in profondità che nel suo vasetto: il colletto marcisce. Distanzi di quarantacinque centimetri, innaffi con acqua tiepida e sistemi un tutore di sessanta centimetri. Un telo o una campana nelle prime notti fresche evita l’arresto che costa settimane.

In vaso o in cassone

Il peperone è forse l’ortaggio da frutto più adatto al balcone, perché un vaso nero contro un muro caldo gli offre esattamente ciò che cerca. Preveda da dodici a quindici litri per pianta, un terriccio ricco addizionato con un quarto di compost e uno strato drenante sul fondo. Collochi il vaso a sud, al riparo dal vento, e lo avvicini al muro di notte nei periodi freschi. Innaffi con regolarità senza mai lasciare acqua stagnante nel sottovaso: il peperone detesta i piedi bagnati. Un concime liquido per pomodori ogni dieci giorni dalla fioritura compensa il volume limitato. Le varietà nane danno piccoli frutti in abbondanza.

Gli errori del principiante

Seminare tardi, ad aprile, e vedere i frutti arrivare a ottobre senza mai arrossare. Piantare a metà maggio all’aperto: un freddo notturno blocca la pianta per tre settimane e fa cadere i primi fiori. Innaffiare troppo, per paura della siccità, mentre il peperone preferisce un leggero asciugamento tra un apporto e l’altro. Interrare la piantina in profondità come un pomodoro. Scegliere una grossa varietà da supermercato anziché una precoce adatta alle nostre estati. Dimenticare il tutore e ritrovare la pianta spezzata dal peso dei frutti o da un colpo di vento. Spazientirsi in agosto: l’arrossamento richiede ancora tre settimane.

Mantenere in buono stato

Innaffiare nel modo giusto

Il peperone preferisce un’umidità costante e moderata. Innaffi al piede due volte a settimana in piena terra, tre volte nel pieno del caldo, in ragione di due-tre litri per pianta, e aspetti che la superficie si asciughi leggermente prima dell’apporto successivo. In vaso, controlli ogni giorno affondando un dito nel substrato. L’eccesso d’acqua fa ingiallire il fogliame e cadere i fiori; la carenza provoca il marciume apicale sui frutti. Usi acqua a temperatura ambiente, soprattutto in serra, e innaffi al mattino. Non appena i frutti si colorano, riduca leggermente gli apporti: saranno più dolci e più profumati.

Pacciamare e nutrire

Pacciami soltanto quando il terreno è ben caldo, inizio giugno in serra, metà giugno all’aperto, perché una pacciamatura stesa troppo presto mantiene fredda la terra. Preferisca un materiale scuro, pacciamatura di miscanthus, sfalci d’erba secchi o compost di foglie, per cinque-otto centimetri. Il peperone è un grande consumatore di potassio: macerato di consolida diluito al 10 % ogni quindici giorni dai primi fiori, oppure concime organico per pomodori. Un apporto di compost a corona a metà luglio sostiene i frutti in formazione. Foglie che appassiscono nonostante l’innaffiatura o che si scolorano tra le nervature segnalano spesso un eccesso di sali, non una carenza.

Sostenere e cimare

Elimini il primo fiore, quello che si forma nella biforcazione principale: la pianta si ramifica allora in tre o quattro rami vigorosi invece di esaurirsi su un frutto precoce. Leghi il tronco a un tutore da sessanta a ottanta centimetri con un legaccio morbido, e aggiunga legature sui rami carichi in agosto. Tolga le poche foglie e i getti che nascono sotto la biforcazione per arieggiare il piede. Se la pianta porta più di dieci o dodici frutti all’aperto, tolga i nuovi fiori dopo metà agosto: non darebbero nulla e ritardano la colorazione dei frutti già formati.

Prevenire malattie e parassiti

Il peperone è piuttosto sano, a patto di evitare l’eccesso d’acqua e l’aria confinata. In serra, arieggi ogni giorno fin dal mattino e nebulizzi il terreno nei giorni di gran caldo per scoraggiare il ragnetto rosso, che fa ingrigire il fogliame. Gli afidi si annidano sul rovescio delle giovani foglie: basta una doccia di acqua saponata con sapone molle diluito al 5 %, ripetuta a tre giorni di distanza. Le lumache rosicchiano i frutti che toccano il suolo, da cui l’utilità del tutore. La muffa grigia sui fiori appassiti si limita togliendoli a mano. Pratichi una rotazione di tre anni con le solanacee per evitare gli avvizzimenti.

Nel corso della stagione

Da metà febbraio a metà marzo: semina a 25 °C, trapianto in vasetti a due foglie vere. Aprile: massima luce, innaffiature parsimoniose, primo concime diluito. Metà maggio: indurimento, trapianto in serra. Inizio giugno: trapianto all’aperto, tutore, campana nelle notti fresche, eliminazione del primo fiore. Giugno: pacciamatura, prima consolida. Luglio: innaffiature regolari, legature, arieggiatura quotidiana della serra, controllo degli afidi. Agosto: primi frutti verdi, eliminazione dei fiori tardivi, riduzione dell’innaffiatura. Settembre: colorazione, raccolta principale. Ottobre: raccolta completa prima della prima gelata, maturazione degli ultimi frutti in casa.

Raccogliere e prolungare

Raccolga con la cesoia, con un centimetro di peduncolo, senza tirare, perché i rami si spezzano. Un peperone verde di piena dimensione è già buono, ma la colorazione porta lo zucchero: pazienti tre settimane in più se la stagione lo permette. Raccogliere i primi frutti verdi stimola la pianta e permette ai successivi di maturare meglio. In ottobre, chiuda la serra la sera e copra le piante all’aperto con un telo: due settimane guadagnate. Prima della prima gelata annunciata, raccolga tutto, anche i frutti piccoli; i grossi verdi finiscono di arrossare in una settimana sul davanzale, accanto a una mela.

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