ortaggio da frutto · Cucurbitacées

CetrioloCucumis sativus

Fresco e croccante, il cetriolo dell’orto non ha nulla a che vedere con quello sotto plastica: la sua polpa profumata si gusta quasi al naturale. Pianta amante del caldo, in Belgio riesce soprattutto sotto riparo, ma le varietà rustiche e i cetriolini si accontentano di un angolo soleggiato e caldo dell’orto.

Cetriolo (Cucumis sativus)
Photo : H. Zell · CC BY-SA 3.0 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Livello intermedio
Mostra
Pieno sole, caldo e riparato
Irrigazione
Regolare e abbondante, acqua non gelida, al piede
Terra
Ricco di humus, leggero, fresco e ben drenato
Spaziatura
40 cm sulla fila palificata, 1 m tra le file
Raccolta
Da 50 a 70 giorni dopo il trapianto

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Semina in piena terra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini in vasetti singoli da metà aprile, al caldo, a 22 °C o più: il seme non germina in un terriccio freddo. Metta due semi a due centimetri di profondità, di taglio, e conservi la piantina più forte. La germinazione richiede da cinque a otto giorni. Non semini troppo presto: una piantina che fila in attesa del trapianto attecchisce male. In piena terra, semini a postarelle a fine maggio, sotto campana i primi giorni.

2Piantare

Metta a dimora dopo metà maggio, quando il terreno si è riscaldato, in una buca arricchita con compost ben maturo. Maneggi il pane di terra con cura: le radici del cetriolo detestano essere disturbate. Installi fin da subito un sostegno: rete, graticcio o spago teso fino al colmo della serra. La coltivazione verticale fa risparmiare spazio, arieggia la pianta e dà frutti dritti e puliti. Innaffi con acqua tiepida e pacciami subito.

3Curare

Innaffi spesso, con acqua a temperatura ambiente, senza mai lasciare asciugare il terreno: uno stress idrico rende i frutti amari. Guidi il fusto sul sostegno e lo cimi sopra la quinta o sesta foglia per favorire le ramificazioni fruttifere. In serra, arieggi ogni giornata calda per limitare l’oidio e il ragnetto rosso. Un macerato di ortica diluito ogni tre settimane sostiene il vigore.

4Raccogliere

Raccolga da luglio a settembre, non appena i frutti hanno raggiunto la loro dimensione senza ingiallire, tagliando il peduncolo con un coltello. Raccolga spesso, ogni due o tre giorni: un frutto lasciato troppo a lungo diventa amaro, pieno di semi, ed esaurisce la pianta. I cetriolini si raccolgono piccolissimi, tra i tre e i sei centimetri, quasi ogni giorno in piena stagione. Al mattino, i frutti sono più croccanti.

5Conservare

Il cetriolo si conserva poco meno di una settimana nel cassetto delle verdure, avvolto in un panno perché non si ammorbidisca. Non si congela: la polpa diventa molle e acquosa. Per conservare le eccedenze, prepari dei sottaceti rapidi con aceto e aneto, pronti in due giorni, oppure cetriolini in vaso lattofermentati, che si conservano al fresco per tutto l’inverno.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

Il cetriolo vuole un calore costante, ancora più del pomodoro. In Belgio la serra, il tunnel o un cassone alto sono i suoi migliori alleati; in mancanza, gli riservi il piede di un muro esposto a pieno sud, al riparo dai venti freschi, là dove il calore si accumula nel pomeriggio. Preveda fin da subito una coltivazione verticale su graticcio o rete: occupa meno spazio, arieggia il fogliame e dà frutti dritti. Eviti il posto delle zucchine, dei meloni o delle zucche dell’anno scorso, che condividono le sue malattie. In serra, lo collochi a distanza dai pomodori: ama un’atmosfera più umida della loro.

Preparare il terreno

Due o tre settimane prima del trapianto, apra per ogni pianta una buca di trenta centimetri in ogni direzione e la riempia con un miscuglio in parti uguali di terra e compost maturo, formando una piccola collinetta. La leggera fermentazione del compost riscalda la terra, cosa che il cetriolo apprezza particolarmente. In un terreno argilloso, alleggerisca con sabbia grossolana o compost di foglie: le radici superficiali del cetriolo soffocano in un suolo compatto e intriso d’acqua. Un telo nero o una pacciamatura scura stesi dieci giorni prima del trapianto fanno guadagnare al suolo qualche grado prezioso.

Seminare al momento giusto

Semini tra il 20 aprile e il 10 maggio per una coltura sotto riparo, verso il 5 maggio per l’aperto. Il seme esige da 22 a 25 °C per germinare: appoggi i vasetti su un termosifone, in una mini-serra da interno o su un tappetino riscaldante, e li tolga dal caldo appena spuntano per evitare che filino. Le varietà dette partenocarpiche, senza amarezza, fruttificano senza impollinazione e sono perfette per la serra. All’aperto, preferisca un cetriolo corto o un cetriolino, più tollerante. Una seconda semina a fine giugno, messa a dimora a luglio, prende il posto delle prime piante quando si stancano a settembre.

Trapiantare e mettere a dimora

Metta a dimora una giovane piantina con due o tre foglie vere, mai una pianta vecchia che ha già cominciato a strisciare. La svasi con precauzione mantenendo intatto il pane di terra, la appoggi sulla collinetta preparata con il colletto leggermente rialzato, e innaffi con acqua tiepida. In serra, pianti da metà maggio; all’aperto, aspetti fine maggio e sistemi una campana o un telo per la prima settimana. Fissi subito lo spago o il graticcio, poi guidi il fusto avvolgendolo dolcemente in senso orario. Protegga il colletto dalle lumache, molto ghiotte delle giovani piante.

In vaso o in cassone

Un cetriolo in vaso su un balcone caldo dà facilmente una decina di frutti. Scelga un contenitore da venticinque a trenta litri, un terriccio arricchito con un terzo di compost e un sostegno solido fissato al muro o alla ringhiera: la pianta si arrampica fino a due metri. Le varietà compatte, spesso proposte per il balcone, si accontentano di un vaso da quindici litri. L’esposizione ideale è sud o sud-ovest, al riparo dal vento che dissecca il fogliame. Il substrato deve restare sempre fresco: a luglio, innaffi ogni mattina con acqua tiepida e sistemi un sottovaso. Un concime liquido ogni dieci giorni sostiene la produzione.

Gli errori del principiante

Seminare a inizio aprile e ritrovarsi con una pianta aggrovigliata di cinquanta centimetri che non attecchisce mai. Piantare in un terreno a 12 °C: il cetriolo vegeta, ingiallisce e si fa divorare dalle lumache. Innaffiare con l’acqua fredda del tubo, che provoca uno shock e rende i frutti amari. Lasciare strisciare a terra una pianta che dovrebbe arrampicarsi, con frutti storti e marci come risultato. Coltivare fianco a fianco in serra cetrioli classici e partenocarpici, cosa che dà frutti gonfi di semi. Lasciare ingiallire un frutto sulla pianta, il che blocca la produzione dei successivi.

Mantenere in buono stato

Innaffiare nel modo giusto

Il cetriolo beve molto e con regolarità. Innaffi al piede, con acqua non gelida, ogni due giorni con tempo caldo, ogni giorno in serra in piena produzione, in ragione di tre-cinque litri per pianta. La regolarità conta più della quantità: un terreno che si asciuga e poi si intride d’acqua dà frutti amari, strozzati o vuoti. Un impianto a goccia o una bottiglia capovolta fanno meraviglie. In serra, innaffi anche i passaggi e nebulizzi il fogliame al mattino nei giorni di gran caldo per mantenere l’umidità ambientale che tiene lontano il ragnetto rosso. Eviti invece di bagnare le foglie la sera.

Pacciamare e nutrire

Pacciami fin dal trapianto in serra, e non appena il terreno si è riscaldato all’aperto, con cinque-otto centimetri di paglia o di sfalci d’erba secchi. Su una terrazza, una pacciamatura di canapa o di lino va altrettanto bene. Il cetriolo produce in fretta ed esaurisce rapidamente le riserve: apporti un macerato di ortica diluito al 10 % ogni quindici giorni a inizio coltura, poi un macerato di consolida o un concime organico ricco di potassio dai primi frutti. Una corona di compost maturo deposta al piede a luglio rilancia una pianta che si affatica. Eviti i concimi azotati in eccesso: rendono i frutti acquosi.

Palificare e cimare

Conduca il fusto principale sul suo sostegno avvolgendolo ogni settimana attorno allo spago o legandolo al graticcio con un legaccio morbido. Tolga fiori e getti laterali sui primi quaranta centimetri perché la pianta si insedi. Più in alto, tagli i rami secondari dopo la seconda foglia successiva a un frutto: questo equilibra vegetazione e produzione. Quando il fusto principale raggiunge il colmo della serra o la sommità del sostegno, ne tagli la punta: i rami laterali prendono il posto. Tolga le foglie basse ingiallite e i frutti deformati, che sottraggono inutilmente linfa. Sulle varietà classiche, non elimini i fiori maschili.

Prevenire malattie e parassiti

In serra, l’oidio e il ragnetto rosso sono i due flagelli dell’estate. Arieggi ampiamente ogni giorno a partire dai 20 °C, nebulizzi nei giorni di gran caldo, innaffi i passaggi e distanzi le piante: un’aria secca e confinata apre loro la porta. Spruzzi latte diluito al 10 % o un decotto di equiseto alle prime macchie bianche. Contro il ragnetto rosso, una doccia al fogliame al mattino e sapone molle sotto le foglie. Gli afidi annegano nel sapone molle diluito. Una pianta che appassisce di colpo soffre spesso di un marciume del colletto: innaffi a distanza dal fusto e rialzi la collinetta l’anno seguente.

Nel corso della stagione

Fine aprile: semina al caldo sul termosifone. Metà maggio: trapianto in serra con spago e pacciamatura; fine maggio all’aperto sotto campana. Giugno: guida settimanale, eliminazione dei getti bassi, macerato di ortica, prima innaffiatura quotidiana con tempo caldo. Fine giugno: seconda semina per il ricambio. Luglio: raccolta ogni due giorni, arieggiatura quotidiana della serra, nebulizzazione, macerato di consolida, controllo del ragnetto rosso. Agosto: cimatura della punta al colmo, spruzzature di latte contro l’oidio, messa a dimora delle piante di ricambio. Settembre: le giovani piante producono fino ai primi freddi. Ottobre: estirpazione, pulizia e disinfezione dei sostegni.

Raccogliere e prolungare

Raccolga al mattino presto, con il coltello, senza mai tirare il fusto, non appena il frutto ha raggiunto la sua dimensione e la buccia è ancora ben verde e soda. In serra, la raccolta è quasi quotidiana in luglio e agosto. Un frutto dimenticato ingiallisce, si riempie di semi e segnala alla pianta di fermarsi: lo tolga senza rimpianti. La semina di ricambio messa a dimora a luglio prolunga il raccolto fino a ottobre, soprattutto sotto riparo. Alle prime notti fresche, chiuda la serra la sera e copra le piante all’aperto con un telo. I cetriolini si raccolgono ogni giorno a quattro o cinque centimetri, il che stimola la loro produzione senza fine.

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E poi lo si assapora

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Composto d’acqua per oltre il 95 %, il cetriolo è molto dissetante e poco calorico. Apporta potassio, un po’ di vitamina K e fibre, soprattutto se si conserva la buccia.

In cucina, in tutta semplicità

Tagliato a fettine sottili con uno yogurt intero, aglio, aneto e un filo d’olio d’oliva, diventa lo tzatziki delle sere calde di agosto, da servire con pane tostato.

Vivere bene

Niente rinfresca meglio di un cetriolo raccolto all’alba e addentato ancora fresco di notte, prima ancora della colazione.