albero da frutto · Rosacées

CiliegiaPrunus avium

Niente eguaglia la ciliegia colta tiepida sull’albero, in un mattino di giugno. Il ciliegio cresce in fretta, chiede poca potatura e fiorisce sontuosamente; la posta in gioco, nei nostri giardini, è soprattutto scegliere un portinnesto ragionevole per tenere i frutti a portata di mano e fuori dalla portata dei merli.

Ciliegia (Prunus avium)
Photo : MPF · CC BY 2.5 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Livello intermedio
Mostra
Sole
Irrigazione
Moderata; annaffiature costanti nelle prime estati
Terra
Profondo, drenato, tollera il calcare; teme l’umidità stagnante
Spaziatura
3-4 m su Gisela 5, 8-10 m su franco
Raccolta
3-4 anni su Gisela 5, 6-8 anni su franco

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Scegliere

Su Gisela 5, un durone resta sotto i 3 m e si copre con una rete; su Colt, raggiunge 5 m; su ciliegio selvatico franco, è un gigante da prato. I duroni dolci sono spesso autosterili: Sunburst, Lapins e Stella sono autofertili, mentre Burlat, Kordia o Regina hanno bisogno di un compagno. L’amarena del Nord, acida, autofertile e rustica, è la ciliegia da kriek, da confettura e da clafoutis. Preferisca un astone di un anno a radice nuda.

2Piantare

Pianti da novembre a marzo, fuori gelo, in una terra profonda e drenata: il ciliegio tollera il calcare ma non l’acqua stagnante. Scelga un luogo soleggiato, arieggiato, fuori dalle conche gelive. Il punto d’innesto resta fuori dal suolo. Metta un tutore solido per tre anni, annaffi abbondantemente alla piantagione e pacciami su un ampio diametro. Su Gisela 5, distanzi di 3-4 m; su franco, conti 8-10 m.

3Curare

Poti il ciliegio dopo il raccolto, in luglio o in agosto, mai in inverno, per evitare la gommosi e i cancri: sopprima il legno morto, i rami che si incrociano e limiti l’altezza sui portinnesti piccoli. L’amarena si pota di più, perché fruttifica sul legno dell’anno. Annaffi i giovani alberi d’estate e pacciami. Posi una rete a maglie fini appena i frutti si colorano, oppure condivida con i merli.

4Raccogliere

La ciliegia non matura più dopo la raccolta: aspetti che sia ben colorata, brillante e dolce, poi la colga con il picciolo, senza tirare il mazzetto di maggio che porterà i frutti l’anno prossimo. Raccolga al mattino, con tempo asciutto, perché le piogge fanno spaccare le ciliegie mature. I duroni si raccolgono in due o tre passaggi nell’arco di una decina di giorni; l’amarena si coglie a fine luglio.

5Conservare

Con il suo picciolo, la ciliegia si conserva tre-quattro giorni in frigorifero. Snocciolata e congelata in piano, serve per i clafoutis e le composte d’inverno. Le amarene si conservano sott’aceto, sciroppate o sotto acquavite, e danno confetture e coulis. Una piccola eccedenza di duroni sarà presto assorbita da una crostata; una grande eccedenza giustifica l’acquisto di uno snocciolatore a leva.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere il portinnesto e la forma

Il portinnesto fa la differenza tra un ciliegio che si raccoglie da una scaletta e un albero di cui i merli mangiano tutto. Gisela 5 limita il durone a 2,5-3 m, produce già dal terzo anno, ma chiede un tutore permanente, un suolo fresco e un diradamento; Gisela 6 e Colt danno 4-5 m, più autonomi; Santa Lucia tollera i suoli secchi e calcarei; il ciliegio selvatico franco porta gli alti fusti da 10 m dei prati. Il vaso aperto è la forma naturale; a ventaglio contro un muro, su Gisela 5, un’amarena o un durone si palizza e si copre con una rete in cinque minuti.

Assicurare l’impollinazione incrociata

La maggior parte dei duroni è autosterile, e certe coppie sono incompatibili tra loro: Burlat e Napoléon, per esempio, non si impollinano. Le varietà autofertili, Sunburst, Lapins, Stella, Sweetheart e Summit, producono da sole e impollinano quasi tutte le altre; se ne pianta una sola, ne scelga una di queste. Kordia e Regina, di qualità, si associano bene con Sunburst o Lapins. Le amarene, Amarena del Nord, Morel e Montmorency, sono autofertili e non impollinano i duroni, che fioriscono prima. Due ciliegi a meno di 40 m si impollinano; un ciliegio del vicino conta.

Scegliere la posizione

Il ciliegio vuole pieno sole, un suolo profondo, drenato, anche calcareo, e soprattutto nessun eccesso d’acqua: in argilla compatta dove l’acqua ristagna d’inverno, muore di gommosi e di cancro in cinque anni. Faccia il test della buca riempita d’acqua, che deve svuotarsi in una giornata; altrimenti, pianti su una baulatura di 30 cm o scelga Colt, più tollerante. Eviti i fondi gelivi, essendo la fioritura d’aprile sensibile, e i luoghi troppo riparati dove l’umidità ristagna sui frutti. Un ciliegio su Gisela 5 si accontenta di 3 m di larghezza; su franco, mantenga 8 m dagli edifici e 5 m dal confine.

Preparare la buca e il suolo

Scavi 80 cm di lato e 50 cm di profondità, rompendo le pareti per evitare l’effetto vaso. Mescoli alla terra due palate di compost maturo e una manciata di corno macinato; il ciliegio, come tutte le drupacee, sopporta male una concimazione abbondante alla piantagione. In suolo acido, aggiunga una manciata di calce magnesiaca, dato che il ciliegio ama il calcare. In suolo pesante, un letto di ghiaia non serve a nulla se crea una conca: preferisca la baulatura. Conficchi un tutore di 2,5 m prima dell’albero, indispensabile su Gisela 5 per tutta la vita, tre anni sugli altri.

Piantare a radice nuda

Da novembre a marzo, fuori gelo, pianti un astone di un anno o un giovane vaso a radice nuda: la ripresa è migliore che in contenitore e l’albero radica prima della prima estate. Pralini, collochi il punto d’innesto 10 cm sopra il suolo, distenda le radici, richiuda, compatti, annaffi con 20 litri, pacciami su un metro. Raccorci un astone a 70 o 80 cm per un vaso, su cinque buone gemme; non poti un vaso già formato, o lo accorci appena. Il ciliegio cicatrizza male: esegua questi tagli di piantagione su un astone sottile, e mai su legno grosso in inverno.

In vaso o in cassone

Su Gisela 5, un durone autofertile come Sunburst, Lapins o la nana Garden Bing, o un’amarena compatta, riesce in un cassone da 70-80 litri su una terrazza soleggiata e al riparo dal vento. Il substrato associa terra da giardino, terriccio e compost su uno strato drenante. Annaffi ogni due giorni in estate: la ciliegia che manca d’acqua in maggio cade, e quella che riceve troppa acqua in giugno spacca; la regolarità conta più della quantità. Concime organico in aprile, protezione del cassone d’inverno, rinvaso ogni tre anni. Il grande vantaggio del cassone: una rete avvolge tutto l’albero in un istante.

Gli errori del principiante

Il primo è piantare un ciliegio su franco in un giardino di città: in dieci anni ombreggia tutto, non si raccoglie più e nutre esclusivamente i merli. Il secondo è potare in inverno, il che provoca gommosi e cancro batterico. Molti piantano anche una Burlat da sola e aspettano frutti che non arrivano, oppure un ciliegio in un suolo fradicio che muore lentamente. Infine, dimenticare la rete prima della colorazione dei frutti, e poi stupirsi che tutto sparisca in tre giorni, è l’errore più universale: su portinnesto piccolo, la rete si posa appena le ciliegie arrossiscono.

Mantenere in buono stato

Annaffiare i primi anni

Nelle prime due estati, annaffi ogni settimana con tempo asciutto, 20-30 litri al piede, da aprile ad agosto; su Gisela 5, prolunghi questa attenzione per tutta la vita dell’albero nelle estati secche, perché le sue radici restano superficiali. Il ciliegio beve soprattutto dalla fioritura al raccolto, in maggio e giugno: una mancanza d’acqua fa cadere i giovani frutti, un’annaffiatura brutale dopo la siccità fa spaccare le ciliegie mature. Annaffi dunque regolarmente, senza scossoni. Dopo il raccolto, un’annaffiatura ogni quindici giorni durante la canicola aiuta l’albero a formare i mazzetti di maggio dell’anno successivo.

Pacciamare e nutrire

Una pacciamatura di 10 cm su un metro di diametro durante i primi cinque anni sopprime la concorrenza dell’erba, alla quale il ciliegio è molto sensibile. In marzo, due palate di compost maturo e una manciata di cenere di legna bastano; il ciliegio non chiede quasi nulla e reagisce male all’azoto, che provoca gommosi e afidi neri. Un apporto di calce magnesiaca ogni tre anni in suolo acido gli piace. Non metta mai letame fresco al piede. Una spennellatura d’argilla sul tronco d’inverno limita le spaccature della corteccia dovute agli sbalzi di temperatura, frequenti nel ciliegio.

Potare: formazione poi manutenzione

Formi il vaso d’estate: dopo il raccorciamento di piantagione, scelga in luglio quattro o cinque branche ben ripartite, sopprima le altre, poi le accorci di un terzo in agosto nei due anni seguenti per ramificarle. Una volta formato, un durone si pota poco: dopo il raccolto, in luglio o agosto, tolga il legno morto, i rami che si incrociano e i succhioni, e raccorci le branche troppo alte su una laterale bassa per tenere l’albero a portata di mano. Le amarene fruttificano sul legno di un anno e si potano di più, accorciando ogni estate un terzo dei rami che hanno prodotto. Mastichi ogni ferita di più di 3 cm.

Proteggere dagli uccelli e dalle gelate

Merli, storni e tordi individuano le ciliegie prima di lei. Su un albero di meno di 3 m, una rete antiuccelli a maglie di 15-20 mm posata su un’armatura di tubi o di pertiche, fissata al suolo, resta l’unica protezione efficace; la posi fin dalla prima colorazione e la tolga subito dopo il raccolto per non intrappolare gli uccelli. I CD appesi e gli spaventapasseri perdono effetto in tre giorni. In primavera, una notte di gelo sulla fioritura può rovinare l’annata: su un albero piccolo, un telo di svernamento posato la sera e tolto al mattino per le api salva i fiori fino a -3 °C.

Prevenire malattie e parassiti

La mosca delle ciliegie depone nei frutti che si colorano dopo metà giugno: le varietà precoci, Burlat, Early Rivers, le sfuggono; per le altre, trappole cromotropiche gialle invischiate fin da metà maggio e una rete a maglie fini su portinnesto piccolo limitano i danni, e la raccolta dei frutti caduti interrompe il ciclo. Drosophila suzukii si aggiunge ormai alle tardive: raccolga in fretta e non lasci marcire nulla. La monilia dei fiori dissecca i rametti in un aprile umido: li tagli 15 cm sotto la zona colpita. L’afide nero si tratta con sapone nero in maggio. Contro il cancro e la gommosi, poti con tempo asciutto, mai in inverno.

Nel corso della stagione

In febbraio, tolga le mummie e spennelli il tronco; non poti. In marzo, apporti compost e pacciami, verifichi i legacci del tutore. In aprile, veli nelle notti di gelo, tagli i rametti avvizziti dalla monilia. In maggio, posi le trappole gialle, annaffi se il mese è secco, sorvegli l’afide nero. In giugno, tenda la rete fin dalle prime ciliegie rosse, raccolga Burlat verso il 10, Sunburst a fine giugno. In luglio, raccolga Kordia e Regina, poi le amarene; poti dopo il raccolto. In agosto, annaffi durante la canicola, tolga la rete. In ottobre, raccolga le foglie se hanno portato macchie. In novembre, pianti.

Raccogliere e conservare

La ciliegia non matura più dopo la raccolta e guadagna zucchero ogni giorno sull’albero: aspetti il colore definitivo, rosso scuro per Kordia, quasi nero per Regina, giallo rosato per Napoléon. Colga con il picciolo, pizzicando il peduncolo tra pollice e indice, senza strappare il mazzetto di maggio che porta i frutti dell’anno prossimo. Raccolga di primo mattino, con tempo asciutto; una pioggia su ciliegie mature le fa spaccare in poche ore, da cui l’interesse di passare ogni due giorni. Per le amarene destinate ai vasetti, colga con il picciolo e le lavori il giorno stesso. Congeli snocciolate, su un vassoio.

Procurarsi semi o piantine

Semi e piantine: dove trovarli

Per un albero o un arbusto da frutto, rivolgetevi a un vivaio vicino a casa vostra: vi offrirà portainnesti e varietà adatti al clima locale e vi fornirà consigli sull’impollinazione. In Belgio, cerchi le varietà del Centro di ricerca di Gembloux (marchio RGF); in Francia, i vivai della rete dei «Croqueurs de pommes»; altrove, le collezioni di varietà regionali.

Dall’orto al piatto

E poi lo si assapora

Cosa offre

La ciliegia apporta vitamina C, potassio, fibre e antociani, con un po’ più di zuccheri degli altri frutti rossi.

In cucina, in tutta semplicità

Il clafoutis con ciliegie intere, non snocciolate per il profumo, resta la ricetta più semplice e più attesa di giugno.

Vivere bene

Una scala appoggiata al ciliegio, un cesto e un’ora di raccolta in famiglia: il momento migliore dell’anno nel frutteto.