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CoriandoloCoriandrum sativum

La sua foglia si ama o si detesta, ma il coriandolo offre due raccolti: le foglie fresche, profumo delle cucine d’Asia e del Maghreb, e i semi rotondi che profumano pane e verdure sott’aceto. Rapido ma frettoloso di fiorire, si semina in piccole quantità, spesso, fin dalla primavera.

Coriandolo (Coriandrum sativum)
Photo : စာကလေး SarKaLay, domaine public · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Livello intermedio
Mostra
Sole in primavera, mezz’ombra in estate
Irrigazione
Regolare e leggera; la siccità precipita la fioritura.
Terra
Terreno leggero, fresco, ben drenato, mediamente ricco.
Spaziatura
15-20 cm tra le piante, 25 cm tra le file.
Raccolta
40-50 giorni per le foglie, 90-110 per i semi.

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Semina in piena terra
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini a dimora da aprile a settembre, in file distanziate di 25 cm o in vaso profondo 20 cm, a un centimetro di profondità. Schiacci leggermente i semi rotondi per spaccarli in due, la germinazione è così più rapida e più regolare, in dieci-quindici giorni. Semini poco per volta, una fila di un metro basta, e rinnovi ogni tre settimane per un rifornimento continuo.

2Piantare

Il coriandolo non si trapianta: la sua radice a fittone sopporta male il trapianto e lo stress lo fa andare a seme. Lo semini quindi direttamente dove crescerà, in piena terra, in cassone o in vaso sul balcone. Se acquista un vaso in garden center, lo svasi senza rompere il pane di terra e pianti subito, piuttosto in mezz’ombra, annaffiando copiosamente.

3Curare

Diradi a 15 cm per piante ben fogliate, sarchi e pacciami finemente. Annaffi regolarmente, senza mai lasciare seccare, e ombreggi le semine estive con un telo leggero nelle ore calde. Pizzichi i primi steli fiorali per guadagnare due settimane di foglie, poi lasci fiorire qualche pianta: i fiori bianchi attirano sirfidi e coccinelle, e daranno i semi.

4Raccogliere

Tagli le foglie giovani, larghe e dentellate, con le forbici, a partire da 15 cm di altezza, prima che compaiano le foglie sottili e piumose della fioritura. Raccolga al mattino. Per i semi, aspetti che le ombrelle imbruniscano in agosto-settembre, tagli gli steli in una mattina asciutta e li lasci finire di seccare a testa in giù in un sacchetto di carta.

5Conservare

Le foglie fresche si conservano quattro-cinque giorni in frigorifero, con gli steli in un bicchiere d’acqua, coperte da un sacchetto. L’essiccazione fa perdere loro tutto il profumo: le congeli tritate in cubetti d’olio o intere in sacchetto. I semi, ben secchi, si conservano uno o due anni in un barattolo chiuso e si macinano all’ultimo momento; ne tenga da parte per le semine di primavera.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

In primavera e in autunno, il coriandolo vuole il sole; in estate, preferisce la mezz’ombra, dove i giorni lunghi e il caldo lo spingono meno in fretta a fiorire. La cosa migliore è spostarlo nel corso delle semine: una fila in pieno sud in aprile, una fila all’ombra leggera dei fagioli rampicanti o di un muro a est in giugno-luglio, poi di nuovo al sole in settembre. La terra deve essere leggera e fresca, senza eccesso di ricchezza. Lo tenga lontano dal finocchio, che lo disturba, e dall’aneto, con cui può incrociarsi se raccoglie i semi.

Preparare il terreno

Decompatti su 20 cm, perché il coriandolo ha una radice a fittone, e incorpori uno o due chili di compost maturo per metro quadrato, non di più: una terra troppo ricca dà foglie insipide e una pianta che sale. Affini molto finemente la superficie con il rastrello, dato che la germinazione è capricciosa in una terra zollosa. Nei nostri limi che formano crosta, copra il solco con terriccio setacciato. Su argilla pesante, una palata di sabbia nella fila di semina aiuta la radice. Una semina su un’aiuola che ha portato piselli o lattughe in primavera trova un suolo perfetto.

Seminare al momento giusto

Semini a dimora da aprile a settembre, in piccole quantità rinnovate ogni tre settimane: una fila di un metro o un vaso ogni volta. Sfreghi prima i semi rotondi tra le mani o li rotoli sotto un’assicella per spaccarli in due, il che accelera la germinazione. Semini a 1 cm di profondità, un seme ogni 3 cm, in file distanziate di 25 cm, copra con terriccio fine e mantenga umido. Germinazione in dieci-quindici giorni a 15 °C. Le semine di fine agosto e settembre, meno frettolose di fiorire, sono le più produttive in foglie e reggono sotto telo fino a novembre.

Scegliere la varietà

Esistono due tipi, e la bustina non lo dice sempre. Le varietà da foglia, dette lente a salire, come Calypso, Leisure, Santo o Cruiser, conservano le foglie larghe tre-quattro settimane in più e sono la scelta giusta per la cucina. Le varietà da seme, dette marocchine o a grani grossi, fioriscono in fretta e si seminano per le ombrelle e la raccolta di settembre. Un vaso di coriandolo di garden center o di supermercato, seminato fitto e forzato, sale in fiore non appena lo si porta fuori; meglio mangiarlo entro la settimana e riseminare da soli.

Non trapiantare

Il coriandolo non sopporta il trapianto: ogni ferita della radice a fittone o ogni permanenza prolungata in vasetto scatena la fioritura in quindici giorni, senza foglie da raccogliere. Lo semini quindi sempre dove crescerà. Se vuole dell’anticipo, semini in marzo in vasetti biodegradabili, tre semi per vaso, e pianti il vasetto intero non appena le piantine hanno due vere foglie, senza aspettare. Un vaso acquistato si svasa senza toccare il pane di terra e si pianta subito, in mezz’ombra, con un’annaffiatura copiosa. Diradi poi la semina a 15 cm non appena le piante hanno quattro foglie.

In vaso o in fioriera

Il coriandolo riesce bene in vaso, a condizione di profondità: almeno 20 cm per la radice, in una fioriera lunga 40-50 cm collocata a est o a ovest, mai in pieno sud in estate. Terriccio ordinario alleggerito con un quarto di sabbia, argilla espansa sul fondo. Semini direttamente in fioriera una ventina di semi spaccati distribuiti sulla superficie, diradi a 10 cm, annaffi non appena la superficie asciuga, ogni due giorni in estate. Preveda due fioriere da riseminare in alternanza ogni tre settimane, per avere sempre foglie giovani a portata di mano.

Gli errori del principiante

Il primo errore è seminare una sola volta, in maggio, una grande fila: tutto fiorisce in giugno e l’orticoltore conclude che il coriandolo « va a seme ». Va a seme, sì, ma lo si semina poco e spesso. Il secondo è trapiantare piantine o tenere un vaso del commercio sulla finestra calda. Il terzo è lasciare seccare la fila in giugno, il che affretta la fioritura. Infine, aspettare le grandi foglie di « vero » coriandolo quando la pianta fa già foglie sottili e piumose: queste annunciano il fiore, è ora di riseminare e lasciare questa pianta ai semi.

Mantenere in buono stato

Annaffiare leggero e spesso

Il coriandolo vuole una terra fresca in permanenza, senza mai essere annegato. Annaffi a pioggia fine, di preferenza al mattino, da quattro a cinque litri per metro quadrato ogni due o tre giorni con tempo secco, di più su una semina in fase di germinazione che non deve mai seccare. Una sola giornata di terra secca in giugno basta a convincere la pianta a fiorire. In vaso, annaffi non appena la superficie impallidisce, ogni due giorni in estate, svuotando il sottovaso. Un coriandolo che si affloscia al mattino manca d’acqua; un coriandolo che ingiallisce in una terra inzuppata ne ha troppa.

Pacciamare e nutrire

Dopo il diradamento, pacciami la fila molto finemente, 2 cm di sfalci ben secchi o di pagliuzze di lino, per conservare la freschezza senza soffocare le giovani piante. Nutrimento: quasi nulla. Il compost della preparazione del suolo basta; un eccesso di azoto dà foglie grandi ma insipide e fragili. Un’unica annaffiatura con macerato di ortica diluito al 5 % dopo il primo taglio rilancia il ricaccio. In vaso, un mezzo dosaggio di concime organico liquido ogni tre settimane è sufficiente. Un coriandolo pallido in vaso manca di luce o d’acqua piuttosto che di nutrimento.

Tagliare, pizzicare, riseminare

Raccolga non appena le piante misurano 15 cm, tagliando con le forbici gli steli esterni a 3 cm dal suolo, senza toccare il cuore: la pianta dà allora due o tre tagli distanziati di dieci giorni. Pizzichi il primo stelo fiorale non appena si mostra, il che fa guadagnare due settimane di foglie, poi lasci fare. Il vero segreto è altrove: risemini ogni tre settimane da aprile a settembre, un metro alla volta, ed estirpi senza rimpianti le file salite a seme, salvo due o tre piante lasciate in fiore per gli insetti e i semi. Il coriandolo si gestisce come il ravanello, in successione, non come una perenne.

Prevenire malattie e parassiti

Il coriandolo è poco attaccato. Gli afidi si annidano talvolta sulle ombrelle in giugno; un getto d’acqua, sapone molle al 5 % o semplicemente i sirfidi, attirati dai suoi stessi fiori, ne vengono a capo. Le limacce rosicchiano le giovani semine alla germinazione: raccolta la sera e cenere attorno alla fila. Un marciume del colletto o una batteriosi che macchia le foglie compaiono in terra pesante e troppo annaffiata; distanzi, annaffi al piede al mattino, e cambi posizione. La semina ripetuta sulla stessa aiuola favorisce le malattie del suolo: alterni con famiglie diverse dalle apiacee.

Nel corso della stagione

Inizio aprile, prima semina in pieno sole, sotto telo se le notti gelano. Maggio, diradamento, primi tagli, seconda semina. Giugno, semina in mezz’ombra, annaffiature assidue, pizzicatura degli steli, qualche pianta lasciata in fiore. Luglio, file primaverili estirpate o a seme, nuove semine all’ombra leggera. Agosto, raccolta dei semi imbruniti, semina autunnale, la più produttiva. Settembre, ultima semina al riparo o in vaso. Ottobre-novembre, raccolta delle foglie sotto telo o cassone fino alle forti gelate. Una semina di fine settembre in serra fredda dà talvolta foglie in febbraio.

Raccogliere foglie e semi

Tagli le foglie al mattino, quando sono larghe e dentellate, nelle tre-quattro settimane che seguono la germinazione, prima della comparsa delle foglie sottili. Per i semi, lasci fiorire due o tre piante in giugno-luglio, aspetti che le ombrelle imbruniscano e che i semi suonino sfregandoli, tagli gli steli in una mattina asciutta di fine agosto o di settembre, e li appenda a testa in giù in un sacchetto di carta per una quindicina di giorni. Batta, vagli, secchi ancora una settimana. Una parte andrà nel macinino, l’altra servirà per le semine dell’anno seguente, dato che il coriandolo è una delle rare erbe in cui si basta a se stessi.

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Vivere bene

Far scricchiolare qualche seme del proprio coriandolo nel mortaio è già cominciare a viaggiare prima di mettersi a tavola.