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BasilicoOcimum basilicum

Il basilico porta il profumo dell’estate in cucina, ma è freddoloso: alle nostre latitudini riesce soprattutto in vaso al caldo, su un davanzale o un terrazzo soleggiato. Seminato al caldo in aprile, dà foglie da giugno ai primi freddi per i pomodori e il pesto.

Basilico (Ocimum basilicum)
Photo : Photo by David J. Stang · CC BY-SA 4.0 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Livello intermedio
Mostra
Pieno sole, caldo e riparato
Irrigazione
Regolare, al mattino, senza bagnare il fogliame; mai sottovaso pieno.
Terra
Terriccio ricco e drenante in vaso; in piena terra, suolo leggero, caldo, arricchito di compost.
Spaziatura
20-25 cm tra le piante, o una pianta per vaso da 15 cm.
Raccolta
60-80 giorni.

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini da marzo a maggio in casa, a 20-25 °C, in cassetta o in vasi, su un terriccio fine. Copra appena, il seme ha bisogno di luce e di calore per germinare in cinque-dieci giorni. Diradi o ripicchi a gruppi di due o tre piantine in vasetti. Sistemi in piena luce, su un davanzale a sud, per evitare che le piantine filino.

2Piantare

Dopo metà maggio, indurisca le piantine per una settimana all’aperto di giorno, poi le sistemi in una serra, un tunnel, un vaso o una fioriera ben esposta, a 20 cm di distanza, in un terriccio ricco. In piena terra, scelga la posizione più calda, contro un muro a sud, ai piedi dei pomodori. Annaffi al piede, senza bagnare le foglie.

3Curare

Annaffi al mattino, regolarmente ma senza eccessi, lasciando asciugare leggermente il terriccio in superficie tra un apporto e l’altro. Cimi l’estremità degli steli non appena portano tre paia di foglie: la pianta si ramifica e produce di più. Tolga sistematicamente i boccioli fiorali, che rendono le foglie più dure. Un po’ di concime organico liquido ogni mese sostiene una pianta in vaso.

4Raccogliere

Colga man mano che serve, pizzicando l’estremità degli steli sopra un paio di foglie piuttosto che foglia per foglia: la pianta riparte con più vigore. Raccolga al mattino, quando gli oli essenziali sono più concentrati, e di preferenza prima della fioritura. Una grossa raccolta in settembre, prima delle notti fredde, permette di fare le scorte di pesto.

5Conservare

Il basilico fresco si conserva due giorni in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente, mai in frigorifero, che lo annerisce. La cosa migliore è trasformarlo subito: in pesto, in cubetti di foglie tritate nell’olio d’oliva, o in olio aromatizzato. L’essiccazione gli fa perdere quasi tutto il profumo. Una pianta rientrata in settembre su una finestra calda vive ancora qualche settimana.

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Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

Il basilico è una pianta da calore: sotto i 15 °C ristagna, sotto i 10 °C annerisce. Da noi, riesce davvero solo nei punti più caldi, vale a dire una serra, un tunnel, un davanzale a sud, un terrazzo contro un muro chiaro che restituisce il calore la sera, o il piede dei pomodori in piena terra negli anni clementi. Gli servono almeno sei ore di sole diretto, e un riparo dal vento, che lacera le sue foglie tenere. Una fioriera sul davanzale della finestra di cucina produce spesso più di un’intera aiuola in fondo all’orto.

Preparare il substrato

In vaso, mescoli due terzi di terriccio di qualità con un terzo di compost setacciato, con una manciata di sabbia grossolana o di perlite per il drenaggio, e uno strato di argilla espansa sul fondo. Il basilico teme tanto le radici annegate quanto la siccità: la miscela deve restare soffice e bere in fretta. In piena terra, scelga un suolo leggero e riscaldato, arricchito con due chili di compost per metro quadrato, in leggera prosa nelle nostre terre argillose. Eviti il letame fresco, che attira gli afidi, e il terriccio universale a buon mercato, che si compatta e asfissia le radici.

Seminare al momento giusto

Semini tra il 15 marzo e il 15 maggio in casa, a 20-25 °C, in una cassetta o direttamente in vasi da 10 cm riempiti di terriccio fine inumidito. Distribuisca cinque-sei semi per vaso, li prema in superficie e copra con un millimetro di vermiculite o di terriccio setacciato. Copra con un sacchetto di plastica fino alla germinazione, in cinque-dieci giorni, poi lo tolga e sistemi alla luce più viva possibile, altrimenti le piantine si allungano e si coricano. Una semina di aprile è la più equilibrata: le piantine sono pronte a uscire a fine maggio senza aver languito sulla finestra.

Scegliere la pianta

I vasi di basilico venduti al supermercato contengono decine di piantine serrate, forzate in serra e condannate a deperire in una settimana sul tavolo. Per salvarle, svasi, separi delicatamente il pane di terra in tre o quattro gruppi sotto un filo d’acqua tiepida, e rinvasi ciascuno in un vaso da 12 cm di terriccio fresco. In garden center, preferisca una pianta tozza, verde scuro, senza fiori né foglie gialle, in un vaso da 9 cm. Le varietà Genovese o Grand vert vanno bene per il pesto, il Fin vert nano resta compatto in vaso, il Thai e il Limone sopportano un po’ meglio le nostre estati fresche.

Ripicchettare e piantare

Quando le piantine portano due vere foglie, le ripicchi a gruppi di tre in vasetti da 8 cm, interrandole fino ai cotiledoni per rinforzare il fusto. Indurisca una settimana fuori di giorno a partire da metà maggio, poi pianti dopo i Santi di ghiaccio, quando le notti restano sopra i 10 °C, ogni 20-25 cm in piena terra o a ciuffi di tre in un vaso da 15-20 cm. Annaffi al piede con acqua intiepidita al sole. In serra, pianti già da inizio maggio tra i pomodori, a 30 cm dal loro piede. Sistemi una campana le prime notti se il tempo si raffredda.

In vaso o in fioriera

Il vaso è il modo di coltivazione più sicuro in Belgio. Scelga un contenitore in terracotta o in plastica chiara, 15 cm di diametro per un ciuffo, 40 cm di fioriera per tre, con fori di drenaggio e un sottovaso che svuoterà sistematicamente. Lo sistemi a sud, contro un muro, e lo sollevi su spessori per allontanare le limacce. Il vaso le permette di seguire il calore: sul terrazzo di giorno, rientrato in veranda o in cucina nelle notti fresche di giugno e già da settembre. Rinnovi la superficie del terriccio ogni mese e concimi ogni quindici giorni.

Gli errori del principiante

Portare fuori il basilico a inizio maggio, alla prima bella giornata, e ritrovarlo annerito dopo una notte a 6 °C: è l’errore numero uno. Viene poi l’annaffiatura la sera, che lascia il fogliame umido e freddo per tutta la notte, poi il sottovaso pieno che annega le radici. Molti lasciano anche fiorire la pianta, il che indurisce le foglie e ferma la produzione. Infine, tenere il vaso del supermercato così com’è, senza dividerlo, porta alla perdita della pianta in dieci giorni. Il basilico perdona molte cose, tranne il freddo umido e la trascuratezza nella cimatura.

Mantenere in buono stato

Annaffiare al mattino, senza eccessi

Annaffi al mattino, con acqua intiepidita, al piede della pianta e mai sul fogliame, lasciando asciugare la superficie del terriccio tra un apporto e l’altro. In estate, un vaso da 15 cm in pieno sole chiede acqua ogni mattina; con tempo coperto, un giorno su due o tre basta. Il test del dito è affidabile: umido a 2 cm, si aspetta. Un basilico che appassisce a mezzogiorno e si rialza la sera ha caldo, non sete. Invece, foglie molli al mattino e un terriccio inzuppato annunciano un marciume delle radici: svuoti il sottovaso, lasci asciugare, rinvasi se necessario.

Nutrire regolarmente

In vaso, le riserve del terriccio si esauriscono in sei settimane. Apporti ogni quindici giorni, da giugno a settembre, un concime organico liquido diluito a metà della dose indicata, o un macerato di ortica diluito al 5 %, annaffiando su terriccio già umido per non bruciare le radici. Un rinnovo superficiale con una manciata di compost setacciato ogni mese completa bene. In piena terra, una pacciamatura fine di sfalci essiccati conserva calore e umidità, a condizione di posarla su un suolo già riscaldato, in giugno, e di tenerla a 3 cm dagli steli. Troppo azoto dà grandi foglie insipide: la misura è d’obbligo.

Cimare per ramificare

Il gesto che cambia tutto è la cimatura. Non appena la pianta porta tre paia di foglie, tagli con le unghie o con le forbici l’estremità dello stelo appena sopra il secondo paio: due nuovi steli partiranno dalle ascelle. Ripeta su ogni stelo ogni due settimane. Una pianta così condotta forma una palla densa di 30 cm invece di un unico stelo spoglio. Tolga allo stesso modo ogni bocciolo fiorale non appena si forma, tagliando sotto il primo paio di foglie; la fioritura segnalerebbe alla pianta che la sua stagione è finita, e le foglie diventerebbero coriacee e amare.

Prevenire malattie e parassiti

Limacce e chiocciole divorano un giovane basilico in una notte: vasi sollevati, raccolta la sera, cenere o gusci d’uovo attorno alle piante in terra. Gli afidi si annidano sotto le giovani foglie; un getto d’acqua al mattino e poi sapone molle al 5 % spruzzato sotto il fogliame ne vengono a capo. La peronospora del basilico, feltro grigio sotto le foglie ingiallite, imperversa con tempo umido e fresco: distanzi, arieggi, annaffi al mattino al piede, elimini le foglie colpite, e rientri il vaso all’asciutto. Il marciume delle piantine si previene con terriccio nuovo e annaffiatura dal basso. Nessun trattamento di sintesi è mai giustificato su un’erba che si mangia cruda.

Nel corso della stagione

Aprile, semina al caldo e divisione dei vasi del commercio. Metà maggio, indurimento progressivo, poi uscita definitiva dopo il 20 maggio. Giugno, prima cimatura, concime ogni due settimane, campana nelle notti fresche. Luglio-agosto, piena produzione, cimature regolari, annaffiatura mattutina quotidiana in vaso, sorveglianza degli afidi. Fine agosto, grande raccolta per il pesto finché le foglie sono ancora profumate. Settembre, rientro del vaso non appena le notti scendono sotto i 10 °C, sulla finestra più luminosa. Ottobre, ultime raccolte; la pianta declina man mano che la luce cala, il che è normale.

Raccogliere e svernare

Raccolga al mattino, pizzicando le estremità degli steli piuttosto che sfogliando, il che stimola il ricaccio. Non prelevi mai più di un terzo della pianta in una volta. Per passare l’inverno, il basilico annuale ha bisogno di più luce di quanta ne offrano le nostre finestre in dicembre: sopravvive fino a novembre su un davanzale a sud, poi fila e deperisce. La soluzione più affidabile è fare talee in settembre da estremità di 10 cm in un bicchiere d’acqua, che radicano in due settimane, e poi coltivarle in piccoli vasi sotto una lampada da coltivazione o una finestra molto luminosa, a 18 °C, con un’annaffiatura moderata, per una ripartenza in marzo.

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