ortaggio da foglia · Polygonacées

RabarbaroRheum rhabarbarum

Primo raccolto dell’anno, il rabarbaro annuncia la primavera con i suoi steli aciduli, rossi o verdi, già da aprile. Perenne per vent’anni, chiede un angolo fresco e ricco, nient’altro, e delizia ogni anno in composta, in crostata o in confettura con le fragole di giugno.

Rabarbaro (Rheum rhabarbarum)
Photo : DeFacto · CC BY-SA 4.0 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Facile
Mostra
Sole o mezz’ombra
Irrigazione
Abbondante in caso di siccità, soprattutto il primo anno; altrimenti, la pacciamatura basta nel nostro clima.
Terra
Terreno profondo, ricco, fresco ma non inzuppato in inverno, molto generosamente concimato.
Spaziatura
1 m in tutte le direzioni.
Raccolta
Primo vero raccolto il secondo anno, poi ogni primavera.

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in piena terra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

La semina è possibile in aprile-maggio, in vasetti o in semenzaio, a 2 cm di profondità, ma dà piante variabili e lente, da raccogliere solo il terzo anno. Serve soprattutto agli orticoltori curiosi o per ottenere numerose piante a basso costo. Per un risultato sicuro e rapido, preferisca la divisione di una ceppaia esistente o l’acquisto di una pianta con nome di varietà.

2Piantare

Pianti in marzo-aprile o in ottobre-novembre una porzione di ceppaia con una o due gemme, in una buca di 50 cm in tutte le direzioni riempita di compost e di letame ben decomposto. Ponga la gemma a fior di terra, compatti, annaffi e pacciami. Lasci un metro tra le piante. Scelga il posto con cura, la pianta resterà quindici-vent’anni nello stesso punto.

3Curare

Ogni autunno, stenda un buono strato di compost o di letame attorno alla ceppaia, senza coprire il cuore. Pacciami in primavera e annaffi in caso di siccità. Tagli gli steli fiorali non appena compaiono, esauriscono la pianta. Ogni otto-dieci anni, divida la ceppaia in marzo per ringiovanirla. Non raccolga nulla il primo anno, pochissimo il secondo.

4Raccogliere

Da aprile a fine giugno, prelevi gli steli più grandi tirandoli con un movimento rotatorio alla base, mai con il coltello, lasciando sempre almeno la metà delle foglie. Interrompa la raccolta a San Giovanni per lasciare che la ceppaia rifaccia le sue riserve; gli steli estivi diventano del resto più acidi. Tagli le foglie, tossiche, e le lasci al piede come pacciamatura.

5Conservare

Gli steli si conservano una settimana in frigorifero avvolti in un panno umido. Tagliati a tronchetti e congelati crudi stesi, reggono un anno e si cucinano senza scongelare. In composta, in confettura con fragole o zenzero, o in sciroppo, il rabarbaro si conserva tutto l’anno in vasetti. Gli steli forzati, più teneri, vanno mangiati in fretta.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

Il rabarbaro resterà quindici-vent’anni nello stesso posto: lo scelga con cura, fuori dalla rotazione dell’orto, in un angolo che potrà occupare con le sue foglie di un metro di apertura. Ama il sole dolce o la mezz’ombra, una terra profonda che resti fresca d’estate, e detesta i suoli saturi d’acqua in inverno, che fanno marcire la ceppaia. Il piede di una siepe sul lato est, il bordo di un frutteto, l’angolo nord dell’orto o le vicinanze della compostiera gli si addicono. Conti un metro quadrato per pianta; due piante bastano a una famiglia golosa di crostate.

Preparare il terreno

Un mese prima della piantagione, scavi una buca di 50 cm in tutte le direzioni e metta la terra da parte. La mescoli in volume uguale con letame ben decomposto o compost maturo, una buona carriola per pianta, dato che il rabarbaro è una delle piante più esigenti del giardino. Su argilla pesante, aggiunga un secchio di ghiaia o di sabbia grossolana sul fondo e rialzi il livello di piantagione in una prosa di 15 cm. Su suolo acido, una manciata di calce o due di cenere di legna avvicinano il pH alla neutralità che preferisce. Lasci che la fossa si assesti sotto la pioggia prima di piantare.

Scegliere la pianta

Il più semplice e il più rapido è la porzione di ceppaia, prelevata in marzo o in ottobre da una pianta di oltre cinque anni di un vicino, con una o due grosse gemme rosse e una porzione di radice carnosa grande come un pugno. I garden center propongono piante in vaso in ogni stagione, spesso della varietà Victoria, robusta e verde-rossa; per steli rossi e zuccherini, cerchi Frambozen Rood o Holsteiner Blut, e Timperley Early per un raccolto precoce. La semina, in aprile-maggio, dà piante variabili da raccogliere solo il terzo anno: la riservi ai curiosi.

Piantare la ceppaia

Pianti in marzo-aprile, o di preferenza in ottobre-novembre, quando la terra è ancora tiepida e le piogge assicurate. Posi la porzione al centro della fossa, gemme verso l’alto, in modo che affiorino a 2 o 3 cm sotto la superficie, mai più in profondità, altrimenti la ceppaia marcisce. Riporti la terra arricchita, compatti con la mano, annaffi con dieci litri, poi pacciami con 5 cm di compost attorno alla pianta senza coprire le gemme. Una pianta in vaso si mette a dimora alla stessa profondità che aveva, dopo aver districato le radici che girano sul fondo.

In cassone di grande capacità

Il rabarbaro vive correttamente in un cassone di almeno 60 litri, 50 cm di profondità e di larghezza, collocato in mezz’ombra, in una miscela di metà terriccio e metà compost, con un drenaggio accurato. Produce allora steli più sottili, ma numerosi, e fa una bella pianta ornamentale su un terrazzo. L’annaffiatura diventa determinante: ogni due giorni in estate, e un apporto di compost o di concime organico ogni primavera. Rinvasi o divida ogni quattro anni in marzo. In inverno, il cassone resta fuori, dato che il rabarbaro ha bisogno del freddo per ripartire bene.

Gli errori del principiante

Il primo errore è raccogliere già dal primo anno, il che esaurisce una ceppaia che non ha ancora fatto le sue riserve: pazienti, e prelevi solo due o tre steli il secondo anno. Il secondo è la piantagione troppo profonda o in una terra che resta annegata d’inverno. Il terzo è tagliare gli steli con il coltello lasciando un moncone che marcisce, invece di tirarli ruotando. Infine, mettere il rabarbaro nell’aiuola dell’orto, dove intralcia le colture e viene disturbato a ogni vangatura, è un rimpianto classico. Lo collochi a parte, e lo nutra senza risparmio.

Mantenere in buono stato

Annaffiare nel modo giusto

Il primo anno, annaffi copiosamente con tempo secco, dieci litri per pianta ogni settimana da maggio a settembre, perché le radici scendano in profondità. Poi, una ceppaia insediata si accontenta delle nostre piogge, salvo durante gli episodi di siccità sempre più frequenti in luglio-agosto: un appassimento delle grandi foglie al mattino segnala che bisogna apportare venti litri al piede. Annaffi sempre al suolo, senza bagnare il cuore. Un rabarbaro assetato fa steli corti, fibrosi e acidi, e si mette a fiorire; un rabarbaro annegato d’inverno marcisce senza rimedio.

Pacciamare e nutrire

Il rabarbaro si nutre ogni autunno: in novembre, dopo la scomparsa del fogliame, stenda uno strato di 5-10 cm di letame ben decomposto o di compost tutt’attorno alla ceppaia, lasciando scoperto il cuore. In primavera, completi con una pacciamatura di sfalci essiccati o di foglie morte che conserva la freschezza e soffoca le infestanti. Un macerato di ortica diluito al 10 % in aprile e in giugno sostiene la crescita degli steli. Le foglie raccolte, tossiche da mangiare ma innocue al suolo, tornano al piede come pacciamatura nutriente.

Tagliare i fiori, dividere la ceppaia

Non appena compare uno stelo fiorale, fusto spesso e cavo che porta un grappolo di boccioli, lo tagli alla base con un colpo di coltello pulito: mobiliterebbe tutta la linfa a scapito degli steli. Una ceppaia che fiorisce molto è spesso vecchia, allo stretto o mal nutrita. Ogni otto-dieci anni, in marzo o in ottobre, dissotterri la ceppaia con la forca da vanga e la tagli con la vanga in porzioni che portino ciascuna una o due gemme e una buona parte di radice. Ripianti le porzioni esterne, le più vigorose, in una terra nuova arricchita, e composti il centro lignificato.

Prevenire malattie e parassiti

Il rabarbaro non ha quasi nemici. Il marciume della ceppaia, l’unica malattia grave, viene da un suolo annegato o da un compost posato sul cuore; pianti su prosa in terra pesante e liberi le gemme. Le limacce rosicchiano i giovani germogli in marzo: raccolta la sera, pacciamatura ruvida, e ispezione del secchio di forzatura. Macchie brune sulle foglie in estate umida sono senza gravità, tolga semplicemente le foglie colpite. Un fogliame che ingiallisce e una ceppaia molle segnalano talvolta il marciume radicale; estirpi la pianta, non ripianti nello stesso posto e riparta da una porzione sana altrove.

Nel corso della stagione

Fine gennaio, forzatura sotto un grande secchio o un bidone capovolto, circondato di letame caldo, per steli rosati e teneri già da marzo. Marzo, rimozione del secchio dopo la prima raccolta forzata, pulizia, macerato di ortica. Da aprile a San Giovanni, raccolta, eliminazione degli steli fiorali, annaffiatura in caso di siccità. Luglio-settembre, riposo della ceppaia, annaffiature copiose in canicola. Ottobre-novembre, eventuale divisione, concimazione autunnale spessa. Dicembre-gennaio, la pianta scompare completamente sotto terra; segni il suo posto con un tutore per non ferirla vangando. Non forzi mai la stessa pianta due anni di seguito.

Raccogliere e prolungare

Da metà aprile a fine giugno, afferri gli steli di oltre 30 cm alla base, tiri con un movimento rotatorio, e non prelevi mai più della metà degli steli in una volta per lasciar respirare la ceppaia. Interrompa a San Giovanni, il 24 giugno, perché la pianta rifaccia le sue riserve. Una ceppaia vigorosa tollera qualche stelo in più in agosto, ma sono più acidi e più ricchi di acido ossalico. Per anticipare la stagione, posi in febbraio un secchio opaco su una pianta di oltre tre anni: al buio e al caldo, gli steli pallidi e zuccherini si colgono già da metà marzo.

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