ortaggio da foglia · Amaryllidacées

PorroAllium porrum

Il porro è l’ortaggio invernale per eccellenza dell’orto belga: rustico, resta in terra sotto il gelo e si raccoglie da settembre a marzo. Una semina in primavera, un trapianto in estate e un po’ di rincalzatura bastano per fusti bianchi e teneri che nutrono per tutta la stagione fredda.

Porro (Allium porrum)
Photo : Evelyn Simak · CC BY-SA 2.0 · laurea triennale · Wikimedia Commons
Difficoltà
Livello intermedio
Mostra
Pieno sole o mezz’ombra
Irrigazione
Regolare dopo il trapianto, poi moderata, terreno fresco
Terra
Ricco di humus, profondo, fresco, soffice
Spaziatura
12-15 cm sulla fila, 35 cm tra le file
Raccolta
150-200 giorni dopo la semina

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in serra
Semina in piena terra
Piantagione
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini al riparo da gennaio a marzo per i porri estivi, e in piena terra da marzo a maggio per i porri autunnali e invernali. In semenzaio, tracci solchi profondi un centimetro distanziati di dieci centimetri e semini rado. La germinazione richiede da due a tre settimane. Lasci crescere le piantine in semenzaio finché hanno lo spessore di una matita, il che richiede da due a tre mesi. Diradi se necessario.

2Piantare

Trapianti da maggio a luglio, quando le piantine hanno il diametro di una matita. Le estragga, accorci le radici a due centimetri e le foglie di un terzo: questa preparazione facilita l’attecchimento. Con un piantatoio, scavi buche profonde quindici centimetri, ogni dodici-quindici centimetri, in file distanziate di trentacinque centimetri. Infili una piantina per buca senza richiudere, poi annaffi copiosamente: l’acqua riporta la terra attorno alle radici e il fusto si allunga nella buca.

3Curare

Annaffi regolarmente le prime settimane, poi con tempo secco. Sarchi spesso e rincalzi progressivamente riportando la terra attorno ai fusti man mano che crescono: è ciò che imbianca e allunga la parte tenera. Un apporto di macerato di ortica diluito in estate sostiene la crescita. Stenda una rete anti-insetti in aprile e da settembre a ottobre contro la mosca minatrice e la tignola. Una pacciamatura tra le file mantiene la freschezza.

4Raccogliere

Raccolga i porri estivi già da settembre, i porri invernali da novembre a marzo, man mano che servono. Li sollevi con il forcone infilando l’attrezzo accanto al fusto, senza tirare le foglie, che si spezzerebbero. Con il gelo, estragga durante un rialzo delle temperature o copra le file con un pacciame per poter continuare a prelevare. Raccolga tutto prima della salita a seme di aprile.

5Conservare

Il porro si conserva meglio in terra, dove aspetta per tutto l’inverno. Estratto, si conserva una settimana in frigorifero, non lavato, in un panno umido. Per liberare l’aiuola a fine stagione, metta i porri in tallone in una trincea di sabbia in cantina o in un angolo riparato: reggono diverse settimane. Tagliato a rondelle e sbollentato un minuto, il porro si congela bene per le minestre.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

Il porro è poco esigente sull’esposizione: il pieno sole gli va bene, ma tollera una mezz’ombra leggera, il che ne fa un buon candidato per le aiuole un po’ meno favorite. Ciò che chiede è una terra profonda, fresca in estate e senza acqua stagnante in inverno, dato che resta a dimora fino a marzo. I nostri terreni limosi gli vanno benissimo; in terra argillosa, preveda un drenaggio corretto. Scelga di preferenza un’aiuola che ha portato piselli, fave o patate precoci, liberata in giugno, ed eviti quella delle cipolle o dell’aglio degli ultimi tre anni.

Preparare un terreno ricco e profondo

Il porro è goloso. Nell’autunno precedente o almeno un mese prima del trapianto, sparga da quattro a cinque chili di compost ben maturo per metro quadrato, oppure letame compostato, e li incorpori su venticinque centimetri con la forca a doppio manico. Una concimazione troppo fresca attira la mosca minatrice e provoca marciumi, quindi pazienti se ha appena sparso. Sminuzzi finemente la superficie, tolga sassi e radici di perenni. Se la sua terra è molto acida, il che capita su certi limi delle Ardenne, una leggera calcitazione in autunno, cento grammi di calce magnesiaca per metro quadrato, aiuta la crescita.

Seminare in semenzaio

Semini al riparo freddo da febbraio a marzo per i porri estivi, e in semenzaio esterno da metà marzo a metà maggio per i porri autunnali e invernali, quelli che contano davvero da noi. Scelga un angolo di terra fine, tracci solchi di un centimetro distanziati di dieci, e deponga un seme circa ogni centimetro; due grammi di semi danno quasi duecento piantine. Ricopra, compatti, annaffi a pioggia fine e mantenga umido: la germinazione richiede da due a tre settimane a 12 °C. Una semina in cassetta, poi in cassettina, funziona altrettanto bene su un davanzale fresco.

Allevare buone piantine

Una piantina di porro pronta al trapianto misura quindici-venti centimetri e ha il diametro di una matita: ci vogliono per questo da due a tre mesi. Diradi il semenzaio a tre centimetri fin dalla germinazione, diserbi a mano e annaffi regolarmente, senza eccessi. Un macerato di ortica diluito al 10 % in maggio stimola la crescita. Se le piantine restano troppo sottili, pazienti piuttosto che trapiantare soggetti gracili che darebbero fusti esili. Al contrario, una piantina troppo grossa, lasciata due mesi di troppo, va a seme l’anno stesso. Le piantine in cubetti acquistate in garden center in giugno sono una buona soluzione di recupero.

Trapiantare e piantare con il piantatoio

Trapianti da metà maggio a fine luglio, in una giornata coperta, dopo aver annaffiato il semenzaio. Estragga le piantine con la forca, accorci le radici a due centimetri e il fogliame di un terzo: questa preparazione limita l’evaporazione e facilita l’attecchimento. Alcuni lasciano asciugare le piantine due giorni all’ombra, il che scoraggia la mosca minatrice. Con un piantatoio, faccia buche profonde quindici-venti centimetri ogni dodici-quindici centimetri, in file distanziate di trentacinque centimetri. Infili una piantina per buca, senza richiudere, e riempia la buca d’acqua: la terra si richiude da sola sulle radici.

In vaso o in cassone

Il porro accetta un cassone profondo trenta centimetri, riempito con un terriccio ricco mescolato a un terzo di compost. Pianti le giovani piantine in buche di dodici centimetri, ogni dieci centimetri, e annaffi copiosamente. Sistemi il cassone al sole o in mezz’ombra, mai in un angolo che resta fradicio sotto la pioggia. Una pacciamatura di sfalci secchi o di canapa mantiene la freschezza. I fusti resteranno più corti che in piena terra, ma perfettamente teneri. Per imbiancarli, aggiunga terriccio man mano che crescono o circondi ogni fusto con un manicotto di cartone.

Gli errori del principiante

Trapiantare troppo presto piantine sottili come fiammiferi dà porri magri, qualunque cosa segua. Richiudere a mano le buche di piantagione impedisce al fusto di allungarsi: lasci fare all’acqua. Piantare fitto, a otto centimetri, non dà più raccolto, solo porri sottili e una tignola ben installata. Dimenticare la rete anti-insetti in aprile e in settembre è offrire i propri porri alla mosca minatrice, che li fa marcire nel cuore. Infine, seminare una sola varietà estiva, che non sopporta il gelo, priva del meglio: i porri invernali, da raccogliere da novembre a marzo.

Mantenere in buono stato

Annaffiare senza eccessi

Dopo il trapianto, annaffi ogni due o tre giorni per due settimane se il tempo è secco, poi una volta alla settimana in luglio-agosto, generosamente, quindici litri per metro quadrato, piuttosto che poco e spesso. Il porro sopporta male la siccità estiva, che indurisce il fusto e rallenta la crescita, ma detesta anche le terre inzuppate. Da settembre, le piogge bastano quasi sempre. Annaffi al piede al mattino, senza bagnare il fogliame, per non favorire la ruggine. Un terreno pacciamato dimezza il bisogno d’acqua.

Pacciamare e nutrire

Un mese dopo il trapianto, quando le piantine hanno attecchito, pacciami tra le file con cinque-otto centimetri di sfalci essiccati, paglia o foglie morte: la freschezza è conservata, le infestanti bloccate, e la terra resta soffice per la rincalzatura. Nutra in luglio e in agosto con un’annaffiatura di macerato di ortica o di consolida diluito al 10 %, con un annaffiatoio per metro quadrato, due o tre volte in totale. Sospenda ogni apporto di azoto a partire da settembre: un porro troppo grasso resiste meno al gelo e alle malattie. Il compost della preparazione fa il resto.

Rincalzare per imbiancare

Il bianco tenero del porro è la parte privata di luce. Tre settimane dopo il trapianto, sarchi e riporti un po’ di terra contro i fusti. Ripeta ogni quindici giorni, a strati di tre-cinque centimetri, senza mai superare la base delle foglie, altrimenti la terra si infiltra tra di esse e scricchiola sotto i denti. In autunno, i fusti sono interrati per quindici-venti centimetri. I pigri ottengono un risultato paragonabile piantando in profondità e infilando un manicotto di cartone o di tubo di drenaggio attorno a ogni pianta. Tolga le foglie ingiallite mentre passa.

Prevenire minatrice, tignola e ruggine

La mosca minatrice del porro vola in due generazioni, da metà marzo a fine aprile e da metà settembre a metà novembre. Durante questi due periodi, copra semenzaio e aiuola con una rete anti-insetti a maglia inferiore al millimetro, ben aderente al suolo. Estirpi e getti nella spazzatura i fusti deformati che portano piccole pupe brune. La tignola scava il cuore delle foglie in luglio-agosto: tagli il fogliame colpito a dieci centimetri dal colletto, ricresce sano. Contro la ruggine di fine estate, arieggi, eviti l’eccesso di azoto, tolga le foglie macchiate e spruzzi equiseto.

Nel corso della stagione

In febbraio-marzo, semini al riparo, poi in semenzaio, e stenda una rete dalla germinazione fino a fine aprile. In maggio-giugno, diradi, dia il macerato, poi trapianti le piantine della grossezza di una matita. In luglio, annaffi, pacciami, cominci a rincalzare, sorvegli la tignola. In agosto, dia il macerato un’ultima volta, rincalzi, tolga le foglie malate. In settembre, rimetta la rete contro il secondo volo della minatrice, fino a metà novembre. In ottobre-novembre, raccolga le varietà autunnali, rincalzi un’ultima volta i porri invernali. Da dicembre a marzo, raccolga secondo i bisogni, ed estirpi tutto prima della fioritura di aprile.

Raccogliere e prolungare

Raccolga i porri estivi già da agosto, i porri autunnali da settembre a novembre, e tenga le varietà invernali, come Bleu de Solaise o Saint-Victor, per il periodo da dicembre a marzo. Sollevi ogni pianta con il forcone, infilato a dieci centimetri dal fusto, e tiri dolcemente. Con gelo prolungato, copra una parte della fila con venti centimetri di paglia o di foglie per poter continuare a estrarre. Per liberare l’aiuola in marzo, metta gli ultimi porri in tallone in un angolo ombreggiato. I fusti andati a seme in primavera non sono perduti: i loro boccioli fiorali si cucinano come asparagi.

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Dall’orto al piatto

E poi lo si assapora

Cosa offre

Il porro apporta fibre, potassio, vitamina B9 e vitamina K, con pochissime calorie. Il verde delle foglie, spesso buttato, è la parte più ricca di antiossidanti.

In cucina, in tutta semplicità

Stufato dolcemente nel burro e poi legato con un po’ di panna, il porro di novembre accompagna un pesce bianco o guarnisce una torta salata con formaggio di capra.

Vivere bene

Tirare fuori dall’orto un porro gelato per la minestra della sera, in dicembre, dà la sensazione di un giardino che non si ferma mai davvero.