ortaggio da foglia · Caprifoliacées

ValerianellaValerianella locusta

La valerianella è l’insalata invernale per eccellenza: seminata a fine estate, offre le sue rosette tenere e dolci quando l’orto sonnecchia. Rustica, poco esigente, si accontenta di un angolo di terra liberato dopo i raccolti estivi e tollera il freddo belga senza battere ciglio.

Valerianella (Valerianella locusta)
Photo : Javier martin, domaine public · Wikimedia Commons
Difficoltà
Facile
Mostra
Sole o mezz’ombra
Irrigazione
Annaffiature frequenti e leggere fino alla germinazione, poi moderate; la terra non deve mai asciugare in agosto.
Terra
Terreno leggero, fresco, ben assestato, senza concimazione fresca; si trova bene dopo una coltura ben concimata.
Spaziatura
File distanziate di 15-20 cm, semina rada sulla fila o a spaglio.
Raccolta
60-90 giorni secondo la stagione.

Calendario · Clima belga

Quando seminare, piantare e raccogliere

Attività Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Semina in piena terra
Raccolta

Passo dopo passo

1Seminare

Semini da luglio a settembre, direttamente a dimora, su una terra affinata e soprattutto assestata con il rastrello o con una tavola: la valerianella germina male in una terra soffiata. Interri pochissimo i semi, basta mezzo centimetro, poi compatti e annaffi a pioggia fine. Con il caldo forte, ombreggi la semina con una cassetta o un telo fino alla germinazione, che richiede da una a due settimane.

2Piantare

La valerianella non si trapianta: si semina a dimora, perché la sua radice a fittone sopporta male il trapianto. Se le manca spazio in agosto, la semini in contenitori alveolari all’ombra e posi i cubetti intatti tre settimane più tardi, ogni 10 cm, senza disturbare le radici. Questo metodo funziona anche tra le file di porri o di cavoli, che le offrono ombra.

3Curare

Diradi a 8-10 cm se la semina è fitta, sarchi leggermente e diserbi a mano, perché le rosette si lasciano soffocare in fretta dal centocchio e dalla veronica. Annaffi regolarmente a fine estate, poi quasi più da ottobre. Un telo di svernamento o un cassone freddo protegge dalle forti gelate e soprattutto dalla neve che si scioglie e sporca le foglie.

4Raccogliere

Colga le rosette intere con il coltello, tagliando appena sotto il colletto, non appena raggiungono 6-8 cm di diametro. Raccolga di preferenza fuori dal gelo, in tarda mattinata, quando le foglie hanno ritrovato la loro morbidezza. Prelevi solo quel che consuma il giorno stesso: la valerianella si conserva molto meglio in terra che in frigorifero, e si raccoglie così per tutto l’inverno.

5Conservare

La valerianella è fragile: la lavi in più acque per togliere la sabbia, la asciughi delicatamente e la consumi entro due giorni. Avvolta in un panno umido nel cassetto delle verdure, regge al massimo tre giorni. Non si congela e non si cuoce quasi, se non brevemente in zuppa o in vellutata; lasci quindi le piante in terra e colga man mano.

Per approfondire l'argomento

Piantare correttamente, curare correttamente

Come piantare correttamente

Scegliere la posizione

La valerianella cresce più o meno ovunque, ma dà il meglio su un’aiuola soleggiata, che cattura i rari raggi d’inverno, e la cui terra è fresca senza essere inzuppata. Succede perfettamente alle patate precoci, alle cipolle, all’aglio o ai fagioli, estirpati tra luglio e settembre, e si infila tra le file di porri o ai piedi dei cavoli, la cui ombra leggera le piace in agosto. Eviti i terreni che restano inzuppati d’acqua in inverno, dove le rosette marciscono, e non la risemini due anni di seguito nello stesso posto.

Preparare una terra fine e assestata

Contrariamente alla maggior parte degli ortaggi, la valerianella vuole una terra ferma, non un letto soffiato. Non vanghi: gratti soltanto la superficie su cinque centimetri per togliere i residui della coltura precedente e le infestanti, rastrelli finemente, poi compatti con il dorso del rastrello, una tavola o un rullo. Nessun apporto di compost né di concime è necessario, la valerianella si accontenta dei resti della coltura precedente e diventa sensibile alle malattie in una terra troppo ricca. Se il terreno è molto secco in agosto, annaffi l’aiuola la vigilia della semina, mai subito dopo, per evitare la crosta.

Seminare al momento giusto

In Belgio, la finestra utile va da metà luglio a fine settembre. Una semina di fine luglio o inizio agosto dà le rosette più grosse già da ottobre; una semina da fine agosto a metà settembre fornisce per tutto l’inverno, in rosette più piccole, e riparte in primavera; passato il 1° ottobre, solo un cassone o un tunnel permette un raccolto, in marzo. Semini in file distanziate di quindici-venti centimetri, un seme per centimetro, oppure a spaglio in ragione di due grammi per metro quadrato. Ricopra con cinque millimetri di terra fine, compatti di nuovo e annaffi a pioggia.

Riuscire nella germinazione in pieno caldo

La valerianella germina tra 10 e 20 °C e si imbroncia oltre: è la vera sfida di una semina di agosto. Semini la sera, poi copra la semina con una tavola, una cassetta capovolta o un telo ombreggiante, che toglierà ai primi germogli, dopo una o due settimane. Annaffi ogni sera a pioggia finissima per mantenere la superficie umida senza batterla. Usi semi di meno di due anni, la facoltà germinativa cala in fretta. Può anche far pregerminare i semi tre giorni in un panno umido al fresco prima di seminare: la germinazione è più rapida e più regolare.

Seminare in cubetti e piantare

Se l’aiuola non è libera in agosto, semini in contenitori alveolari o in cubetti pressati, tre o quattro semi per alveolo, all’ombra e al fresco. Tre settimane più tardi, quando le piantine hanno quattro foglie, pianti i cubetti interi, senza sbriciolarli, ogni dieci centimetri in ogni direzione, in una terra assestata e annaffiata. Questo metodo riesce molto bene e permette di occupare un’aiuola non appena si libera, o di infilare dei ciuffi tra i cavoli invernali. Le piantine acquistate in garden center si posano allo stesso modo, fino a metà ottobre.

In vaso o in cassone

La valerianella è perfetta in fioriera o in cassone profondo dodici-quindici centimetri, su un balcone, un davanzale o una terrazza. Riempia di terriccio compattato, semini a spaglio, copra con qualche millimetro, compatti con la mano e annaffi. Sistemi al fresco e all’ombra fino alla germinazione, poi al sole. Il cassone può restare fuori tutto l’inverno; lo avvicini a un muro con il grande gelo. Annaffi poco, solo quando la superficie è asciutta. Una fioriera di un metro fornisce un’insalata alla settimana da novembre a marzo, da tagliare rosetta per rosetta.

Gli errori del principiante

Il primo errore è seminare in una terra appena vangata e soffice: i semi affondano troppo e la germinazione è misera. Il secondo è seminare troppo presto, in giugno, nel caldo, o troppo tardi, in ottobre, nel freddo. Interrare i semi a due centimetri, annaffiarli con il getto o lasciare asciugare la superficie tra due piogge compromette tutto. Seminare troppo fitto senza diradare produce rosette minuscole e un focolaio di oidio. Infine, buttare una semina che non ha mostrato nulla dopo una settimana è prematuro: la valerianella si prende il suo tempo, talvolta tre settimane.

Mantenere in buono stato

Annaffiare leggero, poi quasi più

Fino alla germinazione, mantenga la superficie umida con annaffiature fini ogni sera. Poi, annaffi ogni tre o quattro giorni con tempo secco in agosto-settembre, cinque litri per metro quadrato, al mattino di preferenza. Da ottobre, le piogge bastano e l’annaffiatura diventa dannosa: troppa umidità favorisce oidio, ruggine e marciume delle rosette. Sotto cassone o tunnel, un’annaffiatura leggera ogni due-tre settimane con tempo mite basta per tutto l’inverno. Non bagni mai il fogliame la sera, e arieggi il riparo ogni giorno senza gelo.

Non nutrire, diserbare

La valerianella non ha bisogno di alcun concime né macerato: in terra troppo ricca, fila, ingiallisce e prende tutte le malattie. L’unica cura indispensabile è il diserbo a mano, regolare e attento, perché centocchio, veronica e fienarola germinano insieme a lei e la soffocano in poche settimane nei nostri autunni miti. Passi ogni dieci giorni in settembre-ottobre, poi una volta al mese. Una sarchiatura molto superficiale tra le file basta; le radici sono vicine alla superficie. Non pacciami, o al massimo con un centimetro di canapa, per mantenere pulite le rosette senza confinarle.

Diradare e arieggiare

Quando le piantine hanno tre o quattro foglie, diradi a otto o dieci centimetri togliendo le più deboli. Le rosette troppo strette restano piccole, si allungano e ammuffiscono dall’interno. Una semina a spaglio si dirada tosando con le forbici le zone troppo dense. A partire da novembre, tolga man mano le foglie esterne gialle o viscide, e le piante intere che sono marcite dopo la neve. Un telo di svernamento posato su archetti, piuttosto che direttamente sulle piante, mantiene le foglie asciutte e pulite, il che conta più della temperatura.

Prevenire oidio, ruggine e lumache

L’oidio, feltro bianco sulle foglie, e la ruggine, pustole brune, compaiono negli autunni miti e umidi su semine troppo dense. Semini rado, diradi, diserbi, non annaffi il fogliame ed elimini le rosette colpite; una spruzzatura di decotto di equiseto in settembre limita la propagazione. Le lumache rosicchiano le giovani piantine in agosto-settembre: assi trappola sollevate ogni mattina, caccia con la lampada frontale, cenere o gusci con tempo asciutto. In inverno, piccioni e conigli se la prendono con le rosette quando manca tutto: un telo o una rete li tiene a distanza. Scelga varietà resistenti all’oidio come Vit o Trophy.

Nel corso della stagione

In luglio, prepari e compatti l’aiuola liberata dalle patate o dalle cipolle. In agosto, semini due volte a quindici giorni di distanza, ombreggi, annaffi ogni sera fino alla germinazione. In settembre, diradi, diserbi, semini un’ultima volta, sistemi la rete contro le lumache. In ottobre, diserbi ancora, sospenda l’annaffiatura, cominci il raccolto della prima semina. In novembre-dicembre, installi archetti e telo, raccolga fuori dal gelo. In gennaio-febbraio, tolga la neve dal telo, elimini le foglie marce, raccolga. In marzo, raccolga quel che resta prima della fioritura, poi restituisca l’aiuola alle semine di primavera.

Raccogliere e prolungare

Tagli le rosette intere con il coltello appena sotto il colletto, non appena fanno sei-otto centimetri di diametro, cominciando dalle più grosse per lasciar crescere le altre. Raccolga in tarda mattinata, fuori dal gelo, quando le foglie hanno ritrovato la loro morbidezza, e solo per il pasto del giorno. Una rosetta di cui taglia solo le foglie esterne ricresce una volta. Per prolungare fino ad aprile, tenga una semina tardiva sotto cassone, e lasci fiorire due o tre piante in aprile-maggio: la valerianella si risemina da sola, e troverà in settembre piantine gratuite da trapiantare.

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Cogliere un’insalata fresca in una mattina di gennaio, quando tutto sembra addormentato, è una piccola vittoria che riscalda l’inverno.