ortaggio da foglia · Brassicacées
Cavolo riccioBrassica oleracea var. sabellica
Il cavolo riccio senza testa, o boerenkool come si dice al nord del paese, è senza dubbio il più facile dei cavoli. Non chiede né formazione della testa né cure particolari, resiste a gelate severe e offre le sue foglie arricciate, verdi o porpora, per tutto l’inverno, foglia dopo foglia.
- Difficoltà
- Facile
- Mostra
- Sole o mezz’ombra leggera
- Irrigazione
- Moderata, regolare in estate; molto sobria già dall’autunno.
- Terra
- Qualsiasi terreno profondo, fresco, ragionevolmente ricco; tollera le terre pesanti.
- Spaziatura
- 50 cm tra le piante, 60 cm tra le file.
- Raccolta
- 80-120 giorni.
Calendario · Clima belga
Quando seminare, piantare e raccogliere
| Attività | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Semina in serra | sì | sì | ||||||||||
| Semina in piena terra | sì | sì | sì | |||||||||
| Piantagione | sì | sì | sì | |||||||||
| Raccolta | sì | sì | sì | sì | sì | sì | sì |
Passo dopo passo
1Seminare
Semini da aprile a giugno in semenzaio esterno o in vasetti, a un centimetro di profondità, rado, in file distanziate di 10 cm. Una semina di marzo sotto cassone anticipa il raccolto per l’estate, ma il cavolo riccio si gusta soprattutto in inverno: una semina di maggio-giugno basta. Diradi a 5 cm o ripicchi in vasetto già a due vere foglie per piantine tozze.
2Piantare
Pianti da maggio a luglio, quando le piantine hanno cinque foglie, ogni 50 cm, interrando il fusto fino alle prime foglie e compattando bene. Il cavolo riccio succede volentieri ai piselli, alle fave o alle patate precoci. Annaffi copiosamente alla messa a dimora, sistemi un collare contro la mosca del cavolo e, in estate, una rete anti-insetti contro la cavolaia.
3Curare
Sarchi, pacciami e annaffi con tempo secco in estate, poi lasci fare da ottobre. Rincalzi leggermente i fusti che prendono altezza, e metta un tutore alle grandi varietà in posizione ventosa. Tolga regolarmente le foglie gialle in basso. Il macerato di ortica in agosto rinforza le piante. Sorvegli afidi cinerei e bruchi fino alle prime gelate, che risolvono la questione.
4Raccogliere
Colga le foglie esterne una alla volta, dal basso verso l’alto, spezzandole di netto contro il fusto, non appena raggiungono la dimensione della mano. Lasci sempre intatto il ciuffo centrale perché la pianta continui a produrre, da settembre a marzo. Le foglie raccolte dopo una gelata sono più dolci e più zuccherine. I giovani germogli di primavera, prima della fioritura, sono una delizia.
5Conservare
Lasci le piante a dimora e colga man mano: è la miglior dispensa. Le foglie reggono una settimana nel cassetto delle verdure, in un sacchetto aperto. Private della costa, sbollentate due minuti e congelate, si conservano tutto l’inverno. Essiccate in forno dolce con un po’ d’olio e di sale, danno chips che si conservano qualche giorno in scatola.
Per approfondire l'argomento
Piantare correttamente, curare correttamente
Come piantare correttamente
Scegliere la posizione
Il cavolo riccio è il meno esigente dei cavoli: pieno sole di preferenza, ma una mezz’ombra leggera gli va bene, e tollera le terre pesanti come i terreni medi, purché siano profondi e freschi. Resta a dimora da giugno a marzo e raggiunge sessanta-ottanta centimetri: gli dia un’aiuola di cui non avrà bisogno prima della primavera, idealmente riparata dal vento da ovest, oppure lo pianti in fondo all’orto, dove fa anche una bella pianta decorativa, soprattutto le varietà porpora. Mantenga la rotazione di quattro anni senza brassicacee, ernia oblige. Succede volentieri ai piselli, alle fave e alle patate precoci.
Preparare il terreno
Basta una concimazione moderata: tre chili di compost maturo per metro quadrato, incorporati su venti centimetri nell’autunno precedente o un mese prima della messa a dimora. Eviti il letame fresco, che dà foglie tenere e attira gli afidi, e l’eccesso di azoto in generale, che nuoce alla resistenza al gelo. Faccia una leggera calcitazione su terreno acido, come per gli altri cavoli. Gratti la superficie, tolga le perenni, poi assesti la terra con il rastrello: il cavolo riccio, alto e carico di foglie, deve ancorarsi in una terra ferma. Un terreno ben drenato in inverno conta più di un terreno ricco.
Seminare al momento giusto
Il cavolo riccio si gusta soprattutto da ottobre a marzo: una semina da metà maggio a metà giugno è perfetta da noi. Seminato prima, in marzo-aprile, dà foglie già dall’estate, ma piante enormi e stanche all’inverno. Semini in semenzaio esterno, sotto rete, in file distanziate di dieci centimetri, un seme ogni due centimetri, a un centimetro di profondità, oppure direttamente in vasetti di otto centimetri, due semi per vasetto. La germinazione richiede una settimana. Tutte le varietà si equivalgono in rusticità; il cavolo nero Nero di Toscana è un po’ meno resistente al gelo dei ricci verdi tipo Westlandse Winter.
Allevare e piantare
Diradi a cinque centimetri o tenga una piantina per vasetto. Pianti cinque-sei settimane dopo la semina, da fine giugno a fine luglio, quando la piantina ha cinque foglie, ogni cinquanta centimetri, sessanta tra le file, o quaranta per le varietà nane. Interri il fusto fino alle prime foglie, compatti con fermezza, annaffi tre litri per pianta. Collare di cartone contro la mosca del cavolo, poi rete anti-insetti fino a settembre. Una semina diretta a dimora, a tre semi per postarella ogni cinquanta centimetri, poi diradata, funziona altrettanto bene per questa coltura poco delicata.
Seminare fitto per giovani germogli
Il cavolo riccio si coltiva anche in foglie giovani, alla maniera del misticanza, pronte in tre-cinque settimane. Semini fitto, in file distanziate di quindici centimetri o a spaglio, da marzo a settembre, su un terreno fine, e tagli con le forbici a tre centimetri quando le foglie fanno dieci centimetri: seguono tre o quattro ricrescite. Red Russian e Nero di Toscana sono eccellenti per questo uso, teneri e dolci. Questo metodo occupa un angolo di aiuola per sei settimane, tra due colture, e fornisce insalate verdi quando la lattuga manca, in aprile o in settembre.
In vaso o in cassone
Il cavolo riccio è il cavolo da balcone per eccellenza. Un vaso di venti litri e trenta centimetri di profondità per pianta, o una fioriera di quaranta centimetri per due piante nane, riempito di terriccio mescolato a un terzo di compost e ben compattato, basta. Sistemi al sole o in mezz’ombra, annaffi ogni due giorni in estate, dia il macerato ogni tre settimane fino a settembre. Il cassone può restare fuori tutto l’inverno; lo avvicini a un muro con il gelo severo e verifichi che non resti inzuppato d’acqua. Una varietà porpora come Redbor decora la terrazza mentre nutre.
Gli errori del principiante
Seminare troppo presto e concimare troppo forte dà piante giganti, tenere e infestate di afidi, che soffrono alla prima gelata. Piantare senza compattare lascia la pianta ballonzolare e coricarsi in novembre. Dimenticare la rete in luglio-agosto significa ritrovare la pianta ridotta alle nervature dalla cavolaia. Raccogliere tagliando la cima, come un cavolo cappuccio, mette fine alla produzione; bisogna cogliere foglia a foglia. Lasciare le foglie basse gialle sulla pianta attira lumache e malattie. Infine, dimenticare i piccioni in inverno, quando il cavolo riccio è l’unico verde del quartiere, costa il raccolto in una settimana.
Mantenere in buono stato
Annaffiare moderatamente
Annaffi ogni due o tre giorni durante le due settimane successive alla messa a dimora, poi dieci litri per metro quadrato una volta alla settimana in luglio-agosto con tempo secco, al piede, al mattino. Il cavolo riccio sopporta la siccità meglio dei suoi cugini, ma una pianta che ha sete in agosto produce foglie dure. Da settembre, le piogge bastano; in inverno, non serve più nulla, e un terreno fradicio è anzi il suo principale nemico. In cassone, annaffi quando il substrato asciuga per due centimetri, e verifichi il drenaggio prima dell’inverno.
Pacciamare e nutrire leggermente
Un mese dopo la messa a dimora, pacciami con sei-otto centimetri di sfalci secchi, paglia o foglie, liberando il collare. Un’annaffiatura di macerato di ortica diluito al 10 % in luglio, una seconda a inizio agosto, e basta: passata metà agosto, più alcun apporto azotato, altrimenti le foglie restano molli e gelano. Una manciata di cenere di legna al piede a fine agosto apporta potassio e rinforza la tenuta invernale. Foglie di un verde molto scuro e sode in ottobre sono il segno di una coltura equilibrata; foglie pallide e bollose tradiscono l’eccesso.
Rincalzare, tutorare e pulire
Rincalzi la base del fusto su dieci centimetri in agosto, poi di nuovo in ottobre, per ancorare la pianta che prende altezza. Le grandi varietà, cavolo nero e ricci alti, traggono vantaggio da un tutore in posizione ventosa già da settembre, con un legaccio lasco. Spezzi regolarmente le foglie in basso che ingialliscono, verso il basso, per arieggiare ed evitare che le lumache vi si installino. Il fusto si spoglia così progressivamente sotto un ciuffo di foglie sane, come una piccola palma, il che è perfettamente normale e facilita il raccolto.
Prevenire cavolaia, afidi, aleurodidi e piccioni
La cavolaia è il parassita estivo: rete anti-insetti dalla messa a dimora a fine settembre, altrimenti ispezione settimanale, schiacciamento delle uova e raccolta dei bruchi. Gli afidi cinerei si annidano nelle foglie arricciate, difficili da snidare: doccia con il getto, sapone molle diluito al 5 %, eliminazione delle foglie molto colpite; le prime gelate li eliminano. Gli aleurodidi si alzano in volo a nuvola sotto le foglie in agosto: getto d’acqua al mattino, foglie basse tolte. Da dicembre, i piccioni divorano il cavolo riccio in pochi giorni: rete o telo su archetti, senza contatto con le foglie. Collare contro la mosca del cavolo alla messa a dimora.
Nel corso della stagione
In maggio-giugno, semini in semenzaio o in vasetti sotto rete. In giugno-luglio, pianti dopo i piselli, compatti, collare, rete, annaffi. In luglio, pacciami, dia il macerato. In agosto, rincalzi, cenere al piede, sorvegli afidi e bruchi, tolga le foglie gialle. In settembre, tolga la rete a fine mese, metta il tutore, cominci a cogliere le foglie più basse. In ottobre, rincalzi di nuovo, raccolga. Da novembre a febbraio, raccolga dopo le gelate, stenda la rete contro i piccioni. In marzo, colga i giovani germogli e i boccioli fiorali, poi estirpi prima che la fioritura esaurisca la pianta.
Raccogliere e prolungare
Colga foglia a foglia, cominciando dal basso, non appena hanno la dimensione della mano, spezzandole di netto contro il fusto con un movimento verso il basso. Lasci sempre il ciuffo centrale e cinque o sei foglie perché la pianta continui a produrre, da settembre a marzo. Raccolga con tempo senza gelo o lasci sgelare le foglie sulla pianta, sono molto più dolci dopo un freddo di meno cinque. Tolga la costa centrale prima della cottura. A fine marzo, i boccioli fiorali ancora chiusi si cucinano come broccoli, e le giovani foglie di primavera sono le più tenere dell’anno.
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E poi lo si assapora
Cosa offre
Molto ricco di vitamina K, di vitamina C, di betacarotene e di calcio ben assimilabile per un ortaggio.
In cucina, in tutta semplicità
Stoemp al cavolo riccio con una salsiccia di campagna, oppure foglie tritate saltate con l’aglio e finite con succo di limone.
Vivere bene
Cogliere le proprie foglie di cavolo riccio brinate con le mani nei guanti, è l’orto che continua a nutrire quando tutto riposa.
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